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Il Milan esiste anche senza Ibrahimovic. Ma forse non potrebbe esserci un Milan senza Calhanoglu, di gran lunga il migliore in campo (due gol e un assist vincente di tacco) nella tribolatissima vittoria sul Bodoe Glimt, squadra norvegese che sta dominando il proprio campionato.

I rossoneri, pur senza Ibra fermato dal Covid e senza Rebic sempre squalificato, accedono così al playoff contro i portoghesi del Rio Ave, che hanno battuto ai calci di rigore il Besiktas.

Più patimenti che stenti, ma alla fine è arrivato un successo salvifico per una squadra capace di resistere al quarto d’ora finale di un avversario che sembrava incontenibile. Provvidenziali i salvataggi di Kessie, Calabria e Donnarumma quando sembrava che il pareggio fosse inevitabile. Clamoroso il gol mancato da Saltnes, smarcato solo davanti a Donnarumma all’altezza del rigore, che ha sparato alto. A servirgli l’assist era stato Hauge, un satanasso imprendibile, che ha sventrato la fascia sinistra (destra del Milan) producendo il passaggio del primo gol norvegese e realizzando la segnatura del 2-3.

Alla luce di tutto questo non si può proprio scrivere che il pareggio sarebbe stato immeritato, ma se si fossero giocati i supplementari, quasi sicuramente il Milan avrebbe perso: i norvegesi hanno venti partite nelle gambe e quanto a corsa, resistenza e reattività ne avevano da vendere, soprattutto nel finale.

Il Milan, dunque, ha resistito con coraggio, ma per un’ora e dieci ha giocato senza paura o smarrimento, tranne quello iniziale per via dello choc provocato, a poche ore dal match, dell’assenza di Ibrahimovic. Al suo posto ha giocato Lorenzo Colombo, 18 anni e duecento giorni, alla prima assoluta da titolare in rossonero. Il ragazzo della Primavera, che avevamo già ammirato contro il Vicenza in amichevole, è stato fantastico. Pur segnando un gol facile (il secondo su strepitoso assist di Calhanoglu) è andato alla conclusione anche pochi minuti prima, girandosi superbamente intorno ad un avversario e chiamando il portiere Hikin ad una prodigiosa deviazione.

Nella ripresa, nonostante non si sia mai sottratto ad una contesa sempre più aspra, è calato e al 57’ è stato sostituito da un altro baby, Daniel Maldini, figlio di Paolo, di professione attaccante. Pulito, molto tecnico, abile nel difendere la palla, ha segnato anche un gol (annullato per fuorigioco), ma poi ha assecondato molto Pioli che, in fase di non possesso, l’ha voluto costantemente sotto la linea della palla. Un debutto europeo buono quanto quello del compagno.

Calhanoglu ha avuto molti meriti (due gol, un assist vincente, lanci a cambiare il campo, diverse  palle recuperate), ma uno su tutti: incaricarsi di essere il centro del gioco in assenza di Ibra. Fondamentale, per esempio, provare un tiro funambolico un minuto dopo il vantaggio del Bodoe (a bersaglio Junker, uno che non avrebbe nemmeno dovuto esserci). A cercare quella traiettoria non l’ha spinto solo lo spazio che ha trovato davanti a sé, ma anche un senso di responsabilità preciso. Essendo il calciatore più tecnico, aveva il dovere di non consentire all’ansia di assalire i compagni, doveva riequilibrare subito la partita e ricominciare a giocare come se nulla fosse accaduto.

Calhanoglu è stato semplicemente immenso, come se percepisse che, dietro e dopo Ibra, il leader è lui. Il terzo gol - quello che sembrava della sicurezza - è stato realizzato con una disinvoltura (interno destro da calcio d’angolo di Castillejo) che non ha pari.

Il Milan ha avuto il torto di credere che la partita fosse chiusa al 50’ (il minuto del terzo gol), mentre il peggio è venuto dopo con il pareggio di Hauge (tiro da fuori) e le occasioni in serie del Bodoe negli ultimi venti minuti.

Non male ha fatto Krunic (dal 65’ al posto di Castillejo) che, dopo una perentoria accelerazione centrale, ha servito a Saelemaekers il pallone del 4-2. Sarebbe stato il gol che avrebbe sancito un successo meno problematico, invece, sulla linea e in spaccata, ha salvato Moe.

Alla fine, con le unghie ficcate nelle mutande degli avversari, il passaggio del turno è arrivato. Purtroppo, però, al playoff mancherà ancora Ibra e, nonostante il Milan di ieri sera, abbia dimostrato maturità, non sarà facile accedere ai gironi di Europa League. Ma il Milan proverà ancora ad essere squadra con un altro leader in mezzo al campo: Calhanoglu, come capo spirituale, non teme confronti con nessuno.

IL TABELLINO

Milan-Bodo Glimt 3-2

Marcatori: 15' pt Junker (Bod), 15' pt, 5' st Calhanoglu (Mil), 33' pt Colombo (Mil), 10' st Hauge (Bod)

Assist: 15' pt Hauge (Bod), 15' pt Bennacer (Mil), 33' pt Calhanoglu (Mil), 5' st Castillejo

Ammoniti: 25' st Kondrasen (Bod)

MILAN (4-2-3-1): G. Donnarumma; Calabria, Kjaer, Gabbia, Theo Hernandez; Kessié, Bennacer (dal 35' st Tonali); Castillejo (dal 20'st Krunic), Calhanoglu, Saelemaekers; Colombo (dal 12' st D.Maldini). A disp.: Tataturanu, Kalulu, Laxalt, Tonali, Diaz, Krunic, Maldini. All.: Pioli. 

BODO/GLIMT (4-3-3): Haikin; Sampsted (dal 37' st Solbakken), Lode, Moe, Björkan; Fet (dal 20' st Kondrasen), Berg, Saltnes; Zinckernagel, Junker (dall'44' st Boniface), Hauge. A disp.: Smits, Hoibraten, Foosnaes, Konradsen, Hagen, Boniface, Solbakken. All.: Knutsen.