16
Nonostante il Milan abbia scongiurato il pericolo di eguagliare il record negativo del 1986 di quattro sconfitte consecutive tornando al successo contro la Roma, non si è placata la furia della Curva Sud, che ha proseguito nella sua contestazione alla società. Il bersaglio è chiaro ed è identificato in una sola persona: Adriano Galliani.

DIN DON - Lo zoccolo duro della tifoseria rossonera infatti ha esposto alcuni striscioni nel pre-gara: "Una stagione senza dignità, uno stadio vuoto la triste realtà. E adesso? Grandi campioni per rifondare, se senza abbonati volete restare: o al citofono ci verrete a supplicare?". Il chiaro riferimento è alle modalità con cui Galliani ha chiuso la trattativa per portare Mattia Destro al Milan: l'ad rossonero si è infatti recato personalmente presso l'abitazione dell'attaccante, scatenando l'ironia del web che ha letto nel gesto un segno di grande debolezza. Non solo, rincarata poco dopo la dose con un messaggio ancor più forte e chiaro: "Din Don! Chi è? Sig. Galliani. No grazie, non ci interessano bidoni". La rottura è totale.

LA SQUADRA NON E' RISPARMIATA - La squadra poi non è stata risparmiata: anche in situazione di vantaggio, la Curva Sud ha lanciato alcuni cori carichi di frustrazione nei confronti dei giocatori ("Andate a lavorare"). Non è poi mancata anche l'invocazione per i giovani della Primavera, ai quali Inzaghi ha promesso spazio in questo finale di stagione: ieri in panchina Mastalli, Mastour, GoriModic e Felicioli (che ha esordito lo scorso turno a Napoli), ma nessuno di questo è sceso in campo contro la Roma.
SI SALVA INZAGHI - Chi esce rafforzato nel suo rapporto col pubblico è Filippo Inzaghi. Al momento della sua espulsione infatti lo stadio ha aggredito verbalmente l'arbitro e si è alzato a gran voce il coro di incitamento per il tecnico piacentino, anche se quella di ieri sera è stata probabilmente la sua penultima gara casalinga da allenatore del Milan.

Federico Albrizio
@Albri_Fede90