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Un passo avanti, anzi due indietro. Perché il pareggio contro l’Udinese aggiunge un punto alla classifica del Milan, ma in realtà gliene toglie due. Giusto così, comunque, perché l’Udinese merita ampiamente l’1-1 e anzi all’ultimo secondo sfiora addirittura una clamorosa vittoria. Comprensibile, quindi, la delusione dei fedelissimi tifosi rossoneri che alla fine fischiano un brutto Milan, incapace di tornare al successo dopo le due sconfitte contro Inter e Sampdoria, ma soprattutto incapace di migliorare a livello di gioco, malgrado il cambio di modulo adottato da Gattuso. Tutto inutile se in mezzo al campo non c’è nessuno in grado di aiutare Paquetà perché i vari Bakayoko, Biglia e Calhanoglu giocano soltanto in orizzontale, facendo scena muta o quasi. Con l’aggravante dell’infortunio di Paquetà, costretto a uscire nel primo tempo, che toglie al Milan l’unico giocatore di qualità, in grado di servire Piatek e Cutrone. E a questo punto, quindi, la parola “crisi” non è un’esagerazione, pensando non soltanto ai risultati, ma anche all’assenza di gioco. 

SORPRESE - Mentre era ampiamente annunciata l’esclusione di Suso con il rilancio di Paquetà, per la prima volta al centro e non sulla fascia sinistra alle spalle della nuova coppia Piatek-Cutrone, sorprende l'esclusione di Calabria al posto del quale si rivede Abate. Gattuso nel ritoccato 4-3-1-2, preferito al consueto 4-3-3, conferma Biglia in cabina di regia tra Bakayoko e Calhanoglu, fermi restando i due centrali difensivi Romagnoli e Musacchio. La sorpresa più grossa, però, è il kappaò di Donnarumma, che nel tentativo di controllare un pallone con i piedi si procura un infortunio ai flessori e dopo appena 11 minuti è costretto a lasciare il posto a Reina. È un momento davvero sfortunato per il portierone rossonero, ma soprattutto è un momento difficile per il Milan, schiacciato nella propria metà campo da un’Udinese aggressiva, trasformata nel colore delle maglie di color oro e rigenerata anche a livello psicologico dal ritorno in panchina di Tudor al posto di Nicola.

DOPPIO KAPPAO - Il Milan si sveglia soltanto dopo 25’ quando Paquetà smarca al centro dell’area Cutrone, bravo a controllare di petto e a girare al volo di sinistra. Musso, però, non si fa sorprendere e devia. Potrebbe essere l’inizio di una nuova partita e invece non è così, perché l’Udinese non arretra, trascinata dal capitano Behrami, lo svizzero incaricato di marcare quasi a uomo Paquetà. Attenta in difesa, dove la linea a quattro formata da Ter Avest, Opoku, De Maio e Zeegelaar, non si fa mai sorprendere, la squadra friulana è sempre pronta a ripartire grazie alla spinta di Fofana, il più pronto ad avvicinarsi al tridente offensivo in cui Lasagna fa il centrale tra i due mobilissimi esterni argentini Pussetto e De Paul. Ma al di là delle difficoltà tecniche e tattiche il Milan è anche sfortunato, perché dopo 40’ si arrende anche Paquetà, dolorante a una caviglia dopo un contrasto con Behrami. E’ il secondo kappaò in meno di un tempo che costringe Gattuso a inserire Castillejo.

PIATEK KILLER - Proprio nel suo momento più difficile, però, al 44’ il Milan trova il gol grazie a una perfetta combinazione Cutrone-Piatek, perché il polacco raccoglie un cross del suo nuovo compagno di reparto e batte Musso di testa dopo aver ripreso la sua deviazione sul suo primo tiro. Un gol da grande attaccante, il settimo per lui con la maglia rossonera dopo due partite senza gol. Un’indiretta lezione all’Udinese, padrona del campo ma incapace di spaventare prima Donnarumma e poi Reina.

CONTROPIEDE UDINESE - Con Wilmot al posto di Samir all’inizio della ripresa e soprattutto dal 10’ con Okaka al posto di Ter Avest, l’Udinese si rende più pericolosa. E guarda caso, dopo 20’, ottiene il gol del meritato 1-1 con un perfetto contropiede, completato da un perfetto assist di Fofana bravo a smarcare al centro Lasagna, il cui sinistro batte Reina, meno colpevole di Romagnoli e compagni del tutto assenti in fase di copertura. A questo punto Gattuso si gioca l’ultimo cambio inserendo Calabria al posto di Abate, lasciando così definitivamente in panchina Suso che poteva servire nel finale. Ma anche senza la fantasia dello spagnolo, il Milan avrebbe tutto il tempo per riportarsi in vantaggio. Invece è l’Udinese a sfiorare altre due volte il gol, prima con un colpo di testa di De Maio, fuori di poco e poi con una conclusione di Lasagna in corsa che manca il bersaglio da ottima posizione. Perso Behrami per una pallonata in faccia, Tudor inserisce Mandragora ma non cambia niente. Il Milan continua a navigare a vista, mentre l’Udinese controlla senza affanno rischiando soltanto nel finale quando Castillejo, su cross di Laxalt, trova il varco giusto ma non sorprende Musso. Poi, dopo un’altra occasione sprecata da Okaka, il Milan ci riprova invano nei 4’ di recupero rischiando ancora grosso però quando De Paul va vicinissimo al raddoppio. E così alla fine Gattuso deve persino accontentarsi del pareggio. Il massimo, anzi il minimo.
 


IL TABELLINO
Milan-Udinese 1-1 (primo tempo 1-0)

Marcatori: 44' pt Piatek (Mil),19' st Lasagna (Udi)

Assist: 19' st Fofana (Udi)

MILAN (4-3-1-2): Donnarumma G (dal 11' pt Reina); Abate (dal 22' st Calabria), Musacchio, Romagnoli, Laxalt; Bakayoko, Biglia, Calhanoglu; Paquetà; Cutrone, Piatek. A disposizione: Reina, A. Donnarumma, Calabria, Caldara, Rodriguez, Zapata, Strinic, José Mauri, Bertolacci, Montolivo, Borini, Castillejo, Suso. Allenatore: Gennaro Gattuso.

UDINESE (3-5-2): Musso; Opoku, De Maio, Samir (dal 1' st Wilmot); Ter Avest (dal 10' st Okaka), Fofanà, Behrami (dal 31' st Mandragora), De Paul, Zeegelaar; Pussetto, Lasagna.A disposizione: Nicolas, Perisan, Mandragora, Wilmot, Badu, Ingelsson, Micin, Okaka, Teodorczyk. Allenatore: Igor Tudor.