Un Cda interlocutorio, come era prevedibile. Inutile soffermarsi maggiormente su quello che è successo oggi. Che non sarebbe stato il giorno dei cambiamenti, delle decisioni o delle cose formali per dirla alla Fassone, era scontato. Scontato come l'auto-conferma dello stesso Fassone attraverso i suoi canali privilegiati. Qualcuno lo avvisi che invece è meglio cominciare a raccogliere i propri oggetti, fare i bagagli e aggiornare il proprio curriculum su LinkedIn perché la campanella sta per suonare.

L'ennesima figuraccia, oltre che bugia, inanellata da Fassone è stata solo la goccia che ha fatto traboccare un vaso già traboccato da tempo. La Uefa ha sbugiardato, infatti, anche la palla clamorosa del "non giochiamo in Europa per colpa della vecchia gestione". Una falsità certificata dalle motivazioni del massimo organismo europeo. In sostanza il Milan ha messo il timbro dell'ufficialità, tramite un comunicato sul sito, a una evidente balla colossale. In 15 mesi di finti cinesi abbiamo subito ogni tipo di umiliazione; partendo dal non avere banche disposte a sottoscrivere fidejussioni per fare mercato, al farci espellere dalla Uefa, passando dal non avere nemmeno i soldi per rimborsare i biglietti e dover rimediare con VOUCHER o a correre il rischio di non iscriversi nemmeno al campionato di Serie A. E dopo tutto questo i pifferai di corte gridavano al complotto e chiedevano RISPETTO PER IL MILAN. Loro!
Per fortuna questa farsa è finita. Ora si torna a far sul serio, ma sia chiaro, Elliott rimarrà solo fino a quando non arriverà un altro compratore che faccia rientrare e guadagnare il fondo. Nel frattempo, però, ecco manager con un nome e uno storico di successo. Poi che i nomi nei vari ruoli siano quelli di Scaroni, Gandini, Leonardo, Riccardo Silva (a proposito, un abbraccio a chi pur di negare l'evidenza si aggrappava alle smentite sui social) e l'esclusione di Maldini (purtroppo) siano avvicinabili alla passata gestione, sarà sicuramente una casualità.