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L'allenatore del Milan, Gennaro Gattuso, ha analizzato il successo contro la Spal ai microfoni di Radio Rai: "La squadra ha reagito è espresso un buon calcio. Abbiamo preso un gol incredibile ma siamo stati bravi a reagire. Loro, tranne il miracolo di Gigio, ha avuto occasioni su palle inattive. Dovevamo chiuderla prima”.

SUL MERCATO - "Abbiamo dei paletti. Non possiamo fare quello che vogliamo. La società è stata chiara. Fabregas? Viaggia a cifre importanti". 

SU HIGUAIN - "Siete voi che dite che va via o che va cambiato l’allenatore. Non mi ha chiesto di andare via. Penso che rimarrà al Milan. Penso che lo ha dimostrato anche lui con il gesto che ha fatto".

SU SUSO - "Sul primo giallo è stato un pollo. È un periodo che arrivano tanti cartellini sulle proteste. Dobbiamo esser bravi ad accettare quello che succede. La sua assenza con la Juve? Continuiamo la stagione con un po’ di sfortuna".

Il tecnico dei rossoneri ha poi parlato a Dazn: "La squadra mi è piaciuta molto, abbiamo creato tanto, abbiamo tenuto bene il campo. È stata una prestazione gagliarda a livello tecnico e tattico, andare sotto dopo il periodo da cui venivamo non era facile. Mi è piaciuto tutto, la squadra ha saputo soffrire, potevamo chiuderla prima e alla fine abbiamo rischiato anche qualcosina. Dobbiamo continuare a migliorare, quest'anno ci è successo di tutto, continueremo con un po' di sfortuna anche a Doha, mancherà Suso che è tra i giocatori più importanti. Non dobbiamo cercare alibi, si preparano le partite, a volte ci riusciamo bene e altre no. A dicembre abbiamo avuto due match ball e non li abbiamo sfruttati, adesso siamo qua a leccarci le ferite, ma dobbiamo guardare avanti. Higuain è un giocatore che vive per il gol, da quando gioca in Serie A è sempre stato un cecchino. L'ha vissuta male, l'espulsione e il rigore sbagliato contro la Juve sono stati una mazzata. Per noi è importante, deve trovare continuità, a livello di tiri precisione, perché l'ha sempre avuta. In questo periodo c'è mancato, spero si sblocchi a livello mentale con questo gol".

SUL RAPPORTO CON LA DIRIGENZA - "È la maglia che pesa, è la storia che pesa, è giusto che tante volte Leonardo, Maldini, Gazidis e la famiglia Singer chiedano qualcosa in più. A tratti questa squadra può dare di più, ci manca un po' d'esperienza, da quando la gestisco ogni volta che dovevamo fare il salto di qualità non l'abbiamo fatto, questo dobbiamo migliorare. Sono abituato, ma bisogna fare i conti con personalità diverse, con giocatori che sbagliano e San Siro non perdona, fuori casa il livello s'è alzato. C'è onestà, a volte la vedono in maniera diversa da me, ma c'è un confronto quotidiano e c'è rispetto".

Gattuso ha poi parlato a Sky Sport: "Il 2019 non parte benissimo, ci mancherà uno dei giocatori più importanti a Doha, quindi la sfortuna continua ma non cerchiamo alibi. Siamo stati bravi a reagire e dei polli a non chiuderla. Più sereno? Quando uno fa l'allenatore la parola sereno non esiste, forse Allegri che ha 20 punti di vantaggio ogni anno, gli altri sono tutti in discussione. Con Leoardo, Maldini e Gazidis si parla con grande onestà, a volte abbiamo vedute diverse ma la squadra è viva, quando giocavamo 4-3-3 avevamo una identità e poi abbiamo cambiato ma possiamo dire la nostra fino in primavera, dobbiamo rimanere attaccati al carro Champions".

SULL'ABBRACCIO CON HIGUAIN - "Abbiamo fatto come Lino Banfi ed Aristoteles, mi è toccato fare anche quello. Dopo l'espulsione con la Juve ha preso una piccola mazzata e speriamo che non si dia più martellate nelle parti basse. E' un giocatore che non sbaglia mai quando ha occasioni, quest'anno invece sì e lui lo sa".

SU HIGUAIN - "Quando sei abituato a fare 20 gol a stagione da dieci anni è difficile, ha vissuto questo momento come un peso. Se sei abituato a sbagliare poco, il momento lo ha pagato".

SULLA SQUADRA - "Quando ti vengono a mancare giocatori come Bonaventura e Biglia perdi qualcosa, coi due attaccanti facciamo fatica e vedere passaggi di facile lettura non mi piace. Voglio sfruttare Suso e a volte ci sono venuti a mancare gli interpreti del nostro gioco, che nei tredici mesi scorsi a tratti lo facevamo a memoria".
SU MURIEL - "Lo può fare, bisogna fargli attaccare la porta, può fare la seconda punta ma anche la prima. Non so se l'abbiamo preso, ma ne abbiamo parlato".

Infine, l'allenatore rossonero ha parlato in conferenza stampa: "Nel primo tempo la differenza l'abbiamo fatta con Suso e Abate, il rammarico più grande è non averla chiusa prima. Abbiamo saputo reagire, la nostra qualità è salita, Calhanoglu e Suso hanno fatto la differenza".

SUL GRUPPO - "Sul gruppo a fine gara: "Hanno tre blocchi di lavoro, gli ho dato un Gps, gli ho detto di trascorrere questi 6-7 giorni in modo tranquillo e rilassarsi".

SUL MERCATO - "Un centrocampista e un attaccante, ma seguite la linea di Leonardo, possiamo fare poco sul mercato, abbiamo dei paletti".

SU LEONARDO E MALDINI - "C'è sempre grande rispetto, ma tante volte ci troviamo d'accordo. C'è rispetto e amicizia a livello professionale. Siete voi che rompete le scatole da inizio luglio, in Italia solo Allegri non si può sentire in discussione. Quando non arrivano i risultati il primo a pagare è l'allenatore".

SU CONTI - "Sia Calabria che Abate hanno qualcosa più di lui. Per noi è molto importante".

SU DICEMBRE - "Molto difficile, abbiamo sempre avuto problemi. Non abbiamo mai avuto la rosa a disposizione. L'obiettivo è arrivare ad attaccati alla Champions in Primavera".

SU DONNARUMMA - "E' uno dei più forti al mondo, deve imparare e si smanetta troppo con i telefonini, e si va troppo indietro a chi lo insulta, meglio che si alleni invece che pensare al telefono".

SU HIGUAIN - "Quando si è abituati a segnare poi dopo è difficile cambiare abitudine. E' sempre un cecchino e la butta dentro, dopo la Juve ha avuto una serata storta e dopo tutto è stato difficile. L'ha vissuta male, poi non fare gol per 60 giorni butterebbe giù qualsiasi, speriamo che si sia sbloccato".