Il punto con il Betis va bene, anche se potrebbe non bastare. Probabilmente la qualificazione ai sedicesimi di Europa League si deciderà all’ultima, quando il Milan giocherà in casa dell’Olympiacos.
Uscire imbattuti da Siviglia non era facile, soprattutto dopo un primo tempo così. Il Milan non solo ha subìto gol troppo presto (Lo Celso al 12’), ma ha pure rischiato di finire travolto per le iniziative che a destra, dove ha operato Borini fino all’ingresso di Abate per Laxalt, hanno sventrato una linea difensiva fragile e sventata. Non che a sinistra andasse meglio (Laxalt ha toccato tanti palloni, ma tutti male, almeno per una velleità che non gli riconoscevamo), ma sul versante opposto agivano sia Junior Firpo (autore dell’assist per il gol), sia il trentasettenne Joaquin, ex enfant prodige, mai definitivamente sbocciato, se si escludono i primi anni 2000 (lo ricordo imprendibile nella Spagna derubata dalla Corea del Sud nei quarti di finale del Mondiale asiatico). Joaquin, capitano e mente del Betis, ovviamente non fa più l’esterno, ma il trequartista in un sistema di gioco (3-4-2-1) che esalta la tecnica (difficile portar via la sfera agli spagnoli) e il palleggio (molti tocchi di prima sugli smarcamenti degli esterni).

Al 27’ - ed è solo un eloquente esempio - Borini va in aggressione solitaria su Lo Celso, che lo salta, quasi a metà campo. Così facendo sguarnisce la fascia destra dove si infila il solito Junior Firpo il quale - quasi in fotocopia del gol - mette in mezzo per Sanabria. Fortuna del Milan ha voluto che il tocco sia finito fuori di poco. Laxalt, l’ho già detto, ha sofferto Tello e il Milan tutto, almeno fino all’intervallo, non è riuscito ad organizzare non dico una manovra d’attacco, ma anche una semplice ripartenza. Kessie, Bakayoko e Calhanoglu erano poco compatti, Suso e Cutrone mai serviti perché troppo lontani e sempre anticipati.

Gattuso aveva messo in campo l’unica formazione possibile (3-5-2 con Musacchio, Zapata e Rodriguez centrali per dare un turno di meritato riposo a Romagnoli), il resto era una panchina scarna con una sfilza di assenti da allarmare anche il più fatalista dei tecnici. Fuori Biglia (operato proprio ieri, ne avrà per quattro mesi), fuori Caldara, fuori Higuain, fuori Calabria e Bonaventura, fuori Castillejo (squalificato). C’era da rischiare una serata di tregenda tecnica, a maggior ragione con Romagnoli in panchina, ma domenica sera c’è la Juve e almeno il capitano andava preservato. Poi, siccome non c’è mai limite al peggio, a venti minuti dalla fine si è fatto male Musacchio (cozzo spaventoso con Kessie), uscito in barella e in dubbio per la gara con i bianconeri (Romagnoli è entrato per forza). Infine, per completare il quadro, all’88esimo è uscito, sorretto dal massaggiatore, anche Calhanoglu (dentro Bertolacci).

Tutto questo è accaduto quando il Milan, fortunatamente e meritatamente, aveva raddrizzato la partita. Intanto all’intervallo, pur non cambiando nessuno, Gattuso era passato al 3-4-3 con Calhanoglu e Suso a sostegno di Cutrone. In secondo luogo, il Betis è calato sensibilmente sia sul piano del ritmo (nel primo tempo aveva speso tanto), sia per quel che riguarda il controllo della palla e, dunque, della gara. Gli spagnoli hanno cominciato a perdere qualche pallone e la riconquista ha incoraggiato il Milan a giocare. Nel giro di quattro minuti - tra il 58’ e il 62’ - Suso prima ha messo al centro un pallone di destro (!), salvato da Mandi (uscita a vuoto di Pau Lopez). Poi ha costretto il portiere del Betis ad una straordinaria parata su tiro da fuori (sinistro a rientrare). Infine ha pareggiato con una punizione (meritoriamente comnquistata da Musacchio al limite dell’area) sulla quale è saltato Bakayoko, senza prendere la palla, ma ingannando Pau Lopez. Ora è vero che il pareggio è venuto da palla inattiva, ma è altrettanto vero che il Milan aveva preso campo, coraggio e iniziativa. 

Il Betis che, quasi sistematicamente si fa rimontare in Liga, ci ha messo almeno un quarto d’ora a riprendersi. E se il Milan può avere un rimpianto è quello di non avere premuto in quella fase. Probabilmente la partita era ribaltabile, ma serviva che due pallone importanti non finissero sui piedi di Borini che prima (64’) ha tirato dentro la porta su assist di Kessie e poi (83’) ha mandato alto un invito del solito Suso. Non si può dire, però, che il pareggio vada stretto al Milan visto che all’87’, sempre da un errore di Borini che si è fatto attaccare alle spalle da Tello, Reina (per il resto un po’ superficiale nei rinvii) ha  compiuto l’unico intervento degno del suo passato. Certo, Gattuso voleva la vittoria e lo si è capito dalla sua mimica in panchina. Tuttavia di più, con una squadra ridotta all’osso, era difficile ottenere. Il Milan si tiene il punto e guarda avanti. Anche se la partita con la Juve promette di essere una vera sofferenza.

IL TABELLINO

Betis Siviglia- Milan (primo tempo 1-0)
Marcatori: 12' pt Lo Celso (Bet), 17' st Suso (Mi)

Assist: 12' pt Junior (Bet)

 Betis Siviglia  (3-5-2): Pau Lopez; Mandi, Bartra, Feddal; Tello, Lo Celso, Carvalho, Canales, Junior Firpo; Sanabria (Dal 29 st Loren), Joaquin (Dal 21' st Guardado). A disp.: Robles, Sergio León, Inui, Sidnei, Loren Morón, Guardado, Barragán. Allenatore: Quique Setién

MILAN (3-5-2): Reina; Musacchio (Dal 36' st Romagnoli), Zapata, Rodriguez; Borini, Kessie, Bakayoko, Çalhanoglu, Laxalt (Dal 31' st Abate); Suso; Cutrone. A disp.: Donnarumma, Mauri, Romagnoli, Bertolacci, Montolivo, Abate, Halilovic. Allenatore:. Gennaro Gattuso.

Ammoniti: 45' pt Feddal (Bet), 16' st Lo Celso (Bet), 28' st Rodriguez (Mi), 33' st Musacchio (Mi)

Arbitro: Craig Pawson