Cagliari, Dudelange, Atalanta, Empoli, Sassuolo, Olympiakos e Chievo. Questo è il calendario del Milan da qui alla prossima sosta. Un tour de force che dirà molto sulla nostra stagione. 7 partite (sulla carta tutte abbordabili considerando anche che le più insidiose sono a San Siro) che ti permetterebbero di giustificare e cavalcare le ambizioni Champions, ma soprattutto che consentirebbero a Gattuso di proseguire con maggiore tranquillità e serenità.

Con un filotto positivo si garantirebbe quella considerazione agli occhi della dirigenza che lo terrebbe al riparo da eventuali momenti difficili nel proseguo della stagione. È ovvio che il discorso vale anche al contrario. Tentennare in un periodo in cui dovresti mettere fieno in cascina in vista di periodi più complicati sarebbe una condanna per Rino. Lui sa benissimo quindi che in un mese si gioca tanto e, forse anche per questo, continua a dar fiducia ai giocatori che conosce, e che lo conoscono, da più tempo.

Ancora panchina per Caldara e Laxalt quindi, per buona pace di molti tifosi e soprattutto di Leonardo e Maldini. Piaccia o no Gattuso è così. Non è quel tipo di allenatore che pur di restare incollato alla panchina schiera "la formazione della società", non è un ruffiano e che vinca o che perda questo sarà sempre il Milan di Gattuso.