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    Milan, gli incassi Champions e il tesoretto cessioni: da Rebic ad Origi, il mercato in entrata passa dalle uscite

    Milan, gli incassi Champions e il tesoretto cessioni: da Rebic ad Origi, il mercato in entrata passa dalle uscite

    • GS
    L’obiettivo finale della stagione del Milan rimane – senza ombra di dubbio alcuna – la qualificazione alla prossima edizione della Champions League. Se l’ultimo passo – direzione Istanbul – è stato negato nell’Euroderby contro l’Inter ed il campionato, almeno sul campo, parla di un 5° posto per gli uomini di Stefano Pioli, ecco che la nuova penalizzazione inflitta alla Juventus - -10 per il caso plusvalenze da scontare nella corrente stagione – è venuta in soccorso del club di Via Aldo Rossi, riportandolo in 4ª posizione e ad un passo dal centrare l’accesso alla massima competizione europea per il terzo anno consecutivo – dopo le buie annate degli anni ‘10 di questo secolo -. Già durante la prossima giornata di Serie A può arrivare la matematica certezza – complice lo scontro proprio contro i bianconeri e la sfida tra Inter ed Atalanta – e, allora, il Milan potrà iniziare a pianificare il futuro, partendo dal mercato in uscita che aiuterà le casse rossonere a finanziare le operazioni in entrata. Perché se il pareggio di bilancio è ormai ad un passo – come dichiarato dallo stesso presidente Scaroni ed anche grazie ai ricavi dell’ottimo percorso europeo dei rossoneri (incassi pari a 83,9 milioni di euro, così suddivisi: 15.6 milioni per la partecipazione alla Champions, 14.8 milioni legati al ranking storico, 8 milioni per il market pool, 4.8 milioni per la seconda fase di distribuzione dei diritti tv, 9.3 milioni legati ai bonus dei gironi, 9.6 milioni per il passaggio agli ottavi, 10.6 milioni per l’accesso ai quarti, 12.5 per l’accesso alle semifinali e 0.7 milioni legati ai bonus pareggi.) – tutto ciò che il Milan riuscirà ad incassare sarà reinvestito - insieme alla quota messa a disposizione dalla proprietà - per rinforzare la rosa in vista della prossima stagione.

    PORTA – Mike Maignan è e resterà il numero 1 della difesa rossonera. L’estremo difensore francese è considerato incedibile dalla dirigenza e, nel corso dei prossimi mesi, si inizierà a lavorare per blindare e rinnovare il suo accordo. Alle sue spalle, Marco Sportiello diventerà il nuovo secondo, dopo la firma messa nero su bianco – triennale più opzione per il quarto anno da 500mila euro a stagione - nella giornata di ieri. L’ingaggio dell’ex – da luglio – Atalanta, unito all’arrivo a gennaio di Vasquez – su cui andranno fatte precise valutazioni visto anche l'ingaggio del classe 2005 del Saint-Etienne Noah Raveyre-, dà il benservito sia a Tatarusanu che a Mirante, entrambi in scadenza di contratto il prossimo 30 giugno. 2 milioni netti di risparmio per la società rossonera per una rosa che conta già 54 milioni di euro a bilancio, pari 78,9 milioni di euro lordi circa, contando gli sgravi garantiti dal Decreto Crescita.

    DIFESA – Attente valutazioni, Maldini e Massara le dovranno effettuare anche nel comparto difensivo. Se Mazzocchi è un profilo che interessa alla dirigenza come vice Theo Hernandez, sarà importante definire il futuro di Fodé Ballo-Touré, ormai in partenza da quasi un anno. Il club rossonero non ha mai trovato una sistemazione al proprio laterale – specialmente per la valutazione di 7/8 milioni fatta – ma alcune squadre turche – Galatasaray in primis – possono venire incontro alle richieste rossonere. Un incasso che permetterebbe al Milan di riscattare facilmente Malick Thiaw ad una cifra vicina ai 10 milioni. In aiuto di Maldini e Massara, arriveranno i 3,8 milioni – 4,98 lordi – che verranno risparmiati dall’ingaggio di Dest: il laterale americano tornerà al Barcellona e non verrà riscattato per i 20 milioni pattuiti in agosto.

    CENTROCAMPO – Anche sulla mediana, il Milan dovrà investire. L’infortunio di Bennacer – out sino al prossimo anno – ha reso ancora più evidente la necessità della formazione di Pioli di rinforzare la zona nevralgica del campo. Il nome di Loftus-Cheek è nei pensieri della dirigenza rossonera ed i primi contatti sono già stati avviati. A fargli spazio sarà sicuramente Bakayoko – ormai fuori dai piani – che farà rientro a Londra – destinazione Chelsea – al termine del prestito biennale il prossimo 30 giugno. Un risparmio da ben 2,5 milioni netti sull’ingaggio. Oltre all’ex Napoli, i rossoneri dovranno riflettere sul riscatto di Vranckx, fissato a 12 milioni dal Wolfsburg. Saranno settimane decisive per il suo futuro, visto il suo scarso minutaggio ed utilizzo da parte di Pioli. Ma è sulla trequarti che il Milan rischia di vivere una rivoluzione: tra il mistero Adli – che piace alla Salernitana – l’inspiegabile involuzione e pessime prestazioni di De Ketelaere ed il riscatto sull’ago della bilancia di Brahim Diaz, la squadra meneghina dovrà correre ai ripari. Kamada è il profilo che più ha fatto brillare gli occhi alla dirigenza ma tutto dipenderà dal futuro del numero 10 rossonero. Pende un riscatto da 22 milioni, con possibilità di controriscatto a 27 da parte del Real Madrid, pronto a riportarlo a casa base. Sugli esterni, è ancora da definire il futuro di Messias – che percepisce 1 milione netto a stagione – che può essere sacrificato se il Milan si mettesse alla seria ricerca di una nuova ala destra. Si tratterebbero di altri 10 milioni pronti rimpinguare le casse della società di Via Aldo Rossi.

    ATTACCO – Nel reparto offensivo, dopo aver definito il rinnovo di Giroud e l’essere ad un passo dal mettere nero su bianco anche quello di Leao, a tenere banco nei pensieri della dirigenza rossonera sono i destini di Rebic, Origi ed Ibrahimovic. L’esterno croato percepisce 3,5 milioni netti – più di 4,5 lordi - a stagione sino al 30 giugno 2025 ed è l’indiziato numero 1 a lasciare Milano dopo la non ottimale – per usare un eufemismo – stagione vissuta in questo ultimo anno. Le sirene della Bundesliga si sono accese su di lui, con il Wolfsburg e l’Eintracht Francoforte in prima linea, pronti ad accontentare la richiesta di 10/15 milioni di euro del Milan. Medesimo discorso per Origi – arrivato a parametro zero dal Liverpool, percependo un ingaggio da 4 milioni netti a stagione sino al 2026 – le cui prestazioni non hanno soddisfatto né Pioli né la società: 10 milioni il prezzo fissato con il Fenerbahce già uscito allo scoperto. Ultimi – ma non per importanza – i discorsi su Zlatan Ibrahimovic: tra infortuni ed un contratto rinnovato lo scorso anno ad 1,5 milioni ma in scadenza il prossimo giugno, il suo futuro può essere lontano da Milano o dal calcio giocato. Un futuro nello staff tecnico di Pioli od un’ultima grande avventura professionale a Monza lo attendono. Incastri ed incassi che permetterebbero ai rossoneri di virare sui vari obiettivi per l’attacco: da un profilo più esperto come Arnautovic ad uno più giovane come Balogun, Openda o Wahi, entrambi sul taccuino. Obiettivi sul mercato - tra entrata ed uscita - da pianificare prima grazie al campo. La qualificazione alla Champions nel mirino per progettare un futuro ancora più roseo.

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