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Gli inserimenti scudetto di Tonali, ancora due partite e potrebbero essere ricordati così questi ultimi tre gol del centrocampista del Milan. Uno all’Olimpico contro la Lazio e gli altri due importantissimi, domenica sera a Verona. Aveva iniziato il campionato con una rete da fermo, su punizione contro il Cagliari, lo sta finendo in volata, proprio come la squadra di cui è diventato il simbolo. Tonali si è sganciato definitivamente il paracadute della timidezza per diventare il nuovo incursore di Pioli. Sono queste le novità, le sorprese tattiche che possono fare la differenza nell’ultimo tratto di stagione. Il tecnico del Milan, dopo averci stupito con la mossa azzeccatissima di Bennacer mezzala contro il Napoli, ha calato un altro asso: contro il Verona, ha chiesto a Tonali di fare la mezzala, di lasciar perdere la costruzione bassa per andarsi a conquistare la gloria dove si decidono le partite, ossia nell’area avversaria. Cerchiamo di capire perché è stato così determinante il comportamento tattico del numero 8 rossonero al Bentegodi.   

IL PRECEDENTE - Ma prima un piccolo flashback: il gol contro la Lazio al novantaduesimo, riprendiamolo un momento. La costante è questa sorpresa in transizione, è lì che Tonali sta imparando a diventare letale.



Rebic aveva appena tolto palla all’ingenuo Marusic, dentro l’area Acerbi controllava Ibra e Hysaj sul lato debole stava ancora rientrando in diagonale. Tonali è arrivato in area a portare un problema ad Acerbi, che a quel punto si è visto preso in mezzo fra due giocatori del Milan, con la zona di Sarri tutta da riorganizzare in due e due quattro. Poi fece scalpore il sorrisino, e i complottisti ci videro della malafede, gettando fumo su questioni tattiche ben più interessanti. 

INSERIRSI E SVUOTARE - Contro il Verona invece Pioli ha pensato a Tonali non solo come a un incursore, ma anche come a uno ‘spingitore’. La sua funzione era doppia: crear problemi al terzetto difensivo dell’Hellas ‘spingendo’ indietro Ilic. Sappiamo che il Verona marca “a uomo”, no? Dunque gli inserimenti ripetuti di Tonali servivano anche ad abbassare e togliere dalla pressione alta il suo dirimpettaio di centrocampo Ilic, creando spazio Barak e Caprari e il centrocampo. Lo stesso poteva infatti faceva Krunic con Tameze. Guardate questa idea qui sotto.



Giroud, spostatosi sul centrosinistra, apre le maglie della difesa a tre del Verona. E Tonali va a buttarsi proprio nel varco tra braccetto e centrale (mosso da Giroud). Nel farlo spinge Ilic a seguirlo e detta il lancio lungo al suo portiere. Ceccherini (il braccetto di sinistra di Tudor) infatti sta controllando Saelemaekers in ampiezza, affinché non riceva comodo da Maignan. Ma vedete Theo in posizione di falso terzino con Faraoni appresso? Se le due mezzali del Milan spingono i centrocampisti dell’Hellas verso l’area, accanto al vertice basso Kessie si genera spazio. E se Theo va lì, Faraoni lo segue (così come Lazovic con Calabria), lasciando ai tre dietro troppo campo in larghezza da difendere. A quel punto l’inserimento dell’uomo in più diventa fastidioso. 
Finito di osservare la situazione del gol annullato, passiamo all’azione dell’uno-due fra Calabria e Tonali, ancora nel primo tempo. 



Dato che Lazovic stavolta è ‘basso’ su Saelemaekers, l’inserimento di Tonali genera spazio per la conduzione di Calabria. Caprari non arriva in tempo. Ma li vedete nell’immagine sopra tutti e tre i centrocampisti del Milan che ‘spingono’ i ‘pressatori’ del Verona verso la loro area? Altro che uno va e l’altro si ferma… Qui vanno tutti, ed è bello che sia così perché sono tutti consapevoli di farlo. Dunque se Ilic è costretto a seguire Tonali fino in area, chi uscirà su Calabria se Caprari è in ritardo e Lazovic è su Saelemaekers? La risposta è: uno dei tre centrali, che creerà così i presupposti per una bella triangolazione fra Calabria e Tonali (vertice) stesso. Capite la profondità di questa idea?



SORPRENDERE IN TRANSIZIONE - I primi due gol del Milan nascono entrambi da una transizione. Il primo da una transizione ‘corta’, il secondo da una transizione ‘lunga’. Protagonisti assoluti: Leao e Tonali. La rete del pareggio, anche se a una altezza di campo diversa, richiama certi elementi del gol decisivo contro la Lazio.  C’è una palla in fascia sotto pressione, l’ errore di un avversario e un rapido break.


Caprari sbaglia il passaggio rischioso per Tameze, Tomori raccoglie palla a centrocampo e di prima intenzione apre sul lato debole per Leao: uno contro uno con Casale. Nel frattempo Tonali parte da lontano. Sì, guardate sopra da dove parte e qua sotto come accompagna l’azione su quello che è diventato ormai il lato debole. 



Va a pareggiare i conti coi centrali avversari; Gunter infatti deve tenere a bada il centravanti francese, mentre Ceccherini aspetta Tonali, e si prepara a ingaggiare con lui un duello di sbracciate. Il break del Milan sconvolge i principi difensivi del Verona di Tudor. Notate in giallo i centrocampisti Tameze e Ilic, entrambi su Krunic. Tonali porta scompiglio e coordina il suo taglio col movimento opposto di Giroud. Segnerà così. Saelemaekers intanto, proprio grazie a Tonali, è potenzialmente solo sul secondo palo.



GUIDARE LA RIPARTENZA - Nel secondo gol colpisce invece la funzione di Tonali come ‘guida’ della ripartenza lunga. Tutti vanno a saltare in area per il corner difensivo, lui rimane al limite. E sulla respinta della difesa scatta, è il primo ad aggredire gli spazi, il primo a spingere più in là l’orizzonte del contropiede. Prima lui di Leao, concettualmente, capite il paradosso intrigante?



Infatti è un’esca. ‘Sposta’ l’ultimo uomo Casale aprendo la strada al treno vero: Leao.



Infine, grazie anche al sopraggiungere di Giroud, si ripresenta il solito tema del due contro uno sul lato debole al momento del cross basso di Leao. Casale è tra due fuochi, o meglio, tra le fiamme del Diavolo.