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  • Milan, i ricordi di Van Basten: 'Infortuni? Colpa dei medici. Sacchi? Sono i calciatori a fare la differenza'

    Milan, i ricordi di Van Basten: 'Infortuni? Colpa dei medici. Sacchi? Sono i calciatori a fare la differenza'

    Marco van Basten, leggenda del Milan, parla a El Pais, tornando sulla sua carriera: “La mia vita era giocare a calcio. E all'improvviso, dopo un'operazione che sembrava semplice, dovetti ritirarmi. Non era solo molto difficile accettare che non avrei giocato, è stato difficile andare avanti con la mia vita. Non solo non potevo giocare, la mia caviglia non mi permetteva di camminare o fare nulla. Sono stati anni molto duri. Sono stato fortunato che un medico abbia avuto l'idea di bloccare la mia articolazione saldandomi le ossa. Non potevo più flettere la caviglia, né potevo correre di nuovo, ma ero in grado di iniziare una nuova vita senza dolore. Gioco a golf e anche a squash, il che mi rende felice. Il mio problema i falli cattivi? Il mio problema erano i cattivi dottori, che invece di capire la situazione e migliorarla, l'hanno peggiorata. Il mio peggior nemico non sono mai stati i calci subiti dai difensori avversari”. 

    SU SACCHI - “Sacchi era una persona molto gentile e anche un ottimo allenatore. Ma parlava sempre dell'organizzazione, soprattutto in modalità difensiva. Io avevo lavorato con Cruyff all'Ajax, dove affrontavamo le partite in un modo completamente diverso, simile al Barça di Guardiola: l'attenzione era sulla palla e sul recupero della stessa. Con Sacchi è stato il contrario: prima pensavamo a organizzarci per fare pressione sull'avversario che aveva la palla, poi ci occupavamo del resto. Penso che questo abbia dato all'Italia ottimi risultati, eravamo fantastici ma io venivo da un'altra scuola. Con Sacchi è diventato è importante l'allenatore, ma sono i calciatori a fare la differenza. Oggi però parliamo solo di allenatori, come se loro facessero la differenza. Questo non è positivo. Gli allenatori sono diventati troppo importanti. I giocatori devono assumersi più responsabilità perché sono quelli che hanno più potere di influenzare le partite e le stagioni. Oggi, se una squadra gioca bene o male, attribuiamo meriti o demeriti all'allenatore. Il Liverpool è Klopp, il Real Madrid è Zidane, il Manchester City è Guardiola”

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