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La qualificazione alla prossima Champions League dopo 7 anni di attesa ha letteralmente "stappato" il mercato del Milan, condotto nuovamente in assoluta sinergia dalla triade formata da Maldini, Massara e Gazidis. Non si è perso tempo nel risolvere il caso Donnarumma, prontamente rimpiazzato da Maignan, e nello spazio di pochi giorni hanno preso quota altre piste molto importante come quelle che conducono a Olivier Giroud e Rodrigo De Paul. Ma le questioni più stringenti in casa rossonera rimandano alla permanenza di Fikayo Tomori e Sandro Tonali, con i dirigenti milanisti impegnati in delicate trattative per risolvere gli ultimi dettagli economici.

LA STRATEGIA Avviatissimi i discorsi col Chelsea per il riscatto del forte difensore anglo-canadese, col Milan che si è impegnato a corrispondere interamente i 27 milioni di euro pattuiti lo scorso gennaio ma rivedendo i termini della modalità di pagamento: l'annuncio ufficiale è previsto per la fine di questa settimana. E anche sul fronte Tonali si sono registrate novità positive negli ultimi giorni, col Brescia del presidente Cellino che ha aperto alla possibilità di ridiscutere la cifra di 15 milioni di euro che consentirà alla formazione di Pioli di acquisire a titolo definitivo il centrocampista classe 2000, dopo i 10 di prestito versati la scorsa estate. Due manovre molto importanti, che consentirebbero al Milan di potersi muovere sugli altri fronti aperti con maggiore libertà, in un periodo in cui gli equilibri finanziari restano particolarmente delicati.
I COLPI GROSSI - Per quanto la qualificazione alla Champions League porti in dote un tesoretto immediato tra i 40 e i 50 milioni di euro - tra premi Uefa e diritti tv - Maldini e Massara sono consapevoli di quanto sia complicato alzare il livello qualitativo della rosa in ogni reparto e il tentativo di far pesare il meno possibile sul prossimo budget operazioni impostate da tempo ne è una dimostrazione. Spalmare su più esercizi i costi degli affari Tomori e Tonali consentirebbe ai dirigenti rossoneri di poter lavorare con più tranquillità per quelle operazioni - in primis un esterno destro offensivo che faccia la differenza nell'uno contro uno e un trequartista che sostituisca il sempre più probabile partente Calhanoglu - che possono far compiere al Milan il definitivo salto di qualità.