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Le fatiche e le scorie emotive degli Europei sono alle spalle, Simon Kjaer ha ricaricato le batterie ed è pronto a ripartire. Il difensore centrale è tornato in Italia per cominciare la preparazione con il Milan, una buona notizia per Pioli che ritrova il leader che ha guidato un gruppo giovane fino alla conquista della Champions League. Ora il campo ma non solo, perché ci sono anche altre questioni che riguardano il danese. A partire dal rinnovo. Le intenzioni di club e Kjaer sono chiare e condivise: andare avanti insieme oltre l'attuale scadenza del contratto, fissata al 2022. L'agente del difensore, Mikkel Beck, aveva confermato che il tema sarebbe stato approfondito al termine di Euro 2020 e presto, dopo aver risolto la vicenda Kessie, Maldini e Massara prenderanno in mano il dossier relativo all'ex Atalanta. L'idea iniziale è quella di prolungare per un'altra stagione, ma non è escluso che alla fine le parti possano accordarsi per un'estensione biennale, fino al 2024. La fiducia nel giocatore è massima, nel suo rendimento e nella sua tenuta fisica, così come la convinzione che la sua figura sia fondamentale al di là del mero aspetto tecnico.

 

CAPITANO SENZA FASCIA - Fin dai suoi primi passi in rossonero, Kjaer è diventato a tutti gli effetti un capitano, pur senza averne ufficialmente i gradi. Almeno, non per ora. Pioli ha ribadito come il capitano sia sempre Alessio Romagnoli, che ha dato buone indicazioni contro il Nizza in amichevole, ma già la scorsa stagione era stato gradualmente messo da parte con l'arrivo di Tomori, lasciando la fascia a Donnarumma. A prescindere da quello che sarà il suo futuro, non ci sono segnali di un'imminente cessione ma il contratto in scadenza nel 2022 costringe a tenere le antenne drizzate, c'è comunque da definire la scala gerarchica dal vice in giù e il nome di Kjaer è uno dei primi della lista. Per i tifosi una candidatura meritata già solo quanto mostrato in campo nel primo anno e mezzo a Milano, ma l'episodio di Eriksen agli Europei e il comportamento esemplare di Simon in quei concitati momenti e in quelli successivi ha scatenato un moto che va oltre al mondo rossonero. Carisma, freddezza, sensibilità: doti non comuni, che hanno reso il danese una figura da seguire non solo per i compagni ma anche per gli avversari. Qualità già conosciute al Milan, che riflette sulle diverse opzioni sul tavolo (ci sono anche il 'Presidente' Kessie e il veterano Calabria), ma Kjaer ha un'attenzione particolare: i tifosi lo invocano, dopo quella della Danimarca è pronto a raccogliere un'altra responsabilità.