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  • Milan, il destino di Pioli è segnato e non dipende da Roma o derby. Ma non è lui la causa del divario con l'Inter

    Milan, il destino di Pioli è segnato e non dipende da Roma o derby. Ma non è lui la causa del divario con l'Inter

    • Sandro Sabatini
      Sandro Sabatini
    I tifosi non parlano d’altro: il derby di lunedì. Lasciamoli liberi di tifare e anche di sbagliare sull’onda delle passioni. Ma il verdetto su Pioli non va affidato al tribunale dei social, alla penultima con la Roma e all’ultima spiaggia con l’Inter. E nemmeno il giudizio su questo Milan.

    Sfruttando anche il pari con il Sassuolo, bisogna ribadire che la difesa così non va, anzi non è mai andata. E il punto debole era e resta la zona abitata da Florenzi e Calabria, più il centrale di turno. Il centrocampo è troppo leggero se non c’è Loftus-Cheek tra i due mediani. Da smontare invece la consuetudine, un po’ pigra, che l’attacco dipenda, nel bene e nel male, da Rafa “lunatico”. D’accordo, il portoghese fa la differenza, soprattutto se in coppia collaudata con Theo. Ma questo Milan ha in Chukwueze un Leao di fascia destra e ancora non l’ha sfruttato a pieno. Invece manca davvero un 9 altrettanto campione, come mancava quando nel 2020 arrivò Ibra. Che infatti trasformò il Milan, quel Milan proprio di Pioli…

    Il cambio in panchina - secondo le indiscrezioni - ci sarà comunque. A prescindere da Europa League e festa scudetto. Per l’ambiente milanista è giusto così. Ma non si faccia confusione: Pioli non sarà la soluzione del divario con l’Inter, ma di sicuro non ne è stato la causa.

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