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Nel bene e nel male riesce sempre a lasciare il segno. C’è la firma di Zlatan Ibrahimovic sul successo tanto rocambolesco quanto importante ottenuto dal Milan sul campo di un Bologna coriaceo. Lo svedese ha chiuso la partita con un destro a giro che lo fa diventare il quarto quarantenne a segnare in serie A dopo Silvio Piola, Alessandro Costacurta e Pietro Vierchowod. Ha fatto tutto lui: un assist visionario per Leão, un autogol clamoroso che ha rimesso in partita i ragazzi di Mihajlovic e la rete che ha messo al sicuro il risultato. Nei piani iniziali era prevista una staffetta con Giroud ma in realtà poi di minuti ne ha giocati 96’, evidenziando una condizione fisica al limite dell’’impresentabile.

PRESTAZIONE NEGATIVA- La sola presenza in campo dello svedese è un fattore totalizzante per il Milan. Zlatan riesce sempre a essere determinante, come già gli era successo in stagione nello scampolo di partita giocato contro la Lazio. Ma la prestazione offerta ieri sera è quasi paradossale: da 5 in pagella nonostante il gol e l’assist messi a referto. Perché Ibrahimovic è stato a lungo un corpo estraneo alla contesa, molto preoccupato di non incappare in un altro infortunio. Non ha quasi mai messo la gamba nei contrasti, ha sempre rinunciato a scattare sui suggerimenti  in profondità. I compagni lo hanno cercato fin troppo, attirando le urla di Pioli. Tanti palloni sui piedi che avevano la conseguenza di rendere troppo lento e prevedibile lo sviluppo della manovra. Zlatan ha giocato sempre fuori dall’area, alla Totti per intenderci, senza avere quel tipo di gioco allo stato attuale. L’obiettivo ora è quello di ritrovare presto una condizione fisica accettabile, la sensazione è che la versione vista ieri rischia di diventare più un peso che un valore nelle prossime sfide di campionato. 

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