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    Milan: Leao non è più l'unico centro del mondo, ma Pioli tende comunque a sinistra

    Milan: Leao non è più l'unico centro del mondo, ma Pioli tende comunque a sinistra

    • Emanuele Tramacere
    Altro giro, altra vittoria. Il Milan di Stefano Pioli è partito con il turbo in questo inizio di campionato e dopo il 2-0 rifilato all'esordio in trasferta a Bologna, ha bissato con un convincentissimo 4-1 davanti ai propri tifosi a San Siro contro il Torino. Due partite diverse, soprattutto per l'avversario che i rossoneri si sono trovati davanti, ma i grandi interrogativi che l'entusiasmante mercato portato avanti da Moncada e Furlani avevano instillato sono stati, almeno per la fase offensiva della squadra, spazzati via. Compreso quello più grande sulla centralità da mettere in discussione di Rafael Leao.

    LEAO NON E' PIU' DA SOLO -
    Che il mercato chiuso finora dai rossoneri fosse mirato a cambiare gli equilibri dell'attacco era evidente fin dalle prime battute con gli affari Pulisic e Chukwueze volti a sostituire il già partito Messias e Saelemakers. Ma alla prova dei fatti è davvero così? Il campo ci sta dicendo di sì, dato che nei 6 gol segnati dai rossoneri Leao è entrato nel tabellino fra gol e assist soltanto una volta, in occasione del super pallonetto di ieri di Theo Hernandez, mentre è stato decisivo anche in occasione del secondo rigore procurato contro il Torino. 

    Milan: Leao non è più l'unico centro del mondo, ma Pioli tende comunque a sinistra

    PIOLI TENDE COMUNQUE A SINISTRA -
    Leao non è quindi più l'unico centro del mondo del Milan, e i dati finora lo confermano, dato che le "chance gol create" vedono sì il portoghese in vetta con 5, ma seguito a ruota da Giroud e Loftus Cheek con 4, Reijnders e Pulisc con 3 distribuendole equamente su tutto l'arco d'attacco Eppure, analizzando le porzioni di campo occupate dai giocatori rossoneri nelle due gare emerge chiaramente come, in ogni caso, Pioli con il suo gioco tenda comunque a sinistra. La presenza di un terzino di spinta come Theo Hernandez ovviamente aiuta, ma il numero 10 attacca con molta più forza il fondo campo rispetto a Pulisic. Il Milan su Leao punta quindi ancora tantissimo, ma a differenza di un anno fa, stavolta, non è più da solo.

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