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Gigio Donnarumma è stato l'assoluto protagonista della semifinale di Coppa Italia pareggiata 0-0 contro la Juventus che non è bastata a qualificare i rossoneri alla finale di questa sera, ma fra gli 11 rossoneri scesi in campo una partita più che discreta l'ha giocata anche il centrocampista ivoriano Franck Kessie, che si è messo alle spalle le polemiche legate alla quarantena e al rientro in Italia dall'Africa e ha lanciato un segnale forte al Milan per il futuro.

QUANTITA' E RUOLO - Anche in inferiorità numerica per l'espulsione di Rebic, infatti, il Milan è riuscito a tenere bene il campo riuscendo anche, in un paio di occasioni, a sfiorare il gol qualificazione. Il motivo è da ricercare nel reparto nevralgico del campo, il centrocampo, che, sebbene in sofferenza numerica, ha retto bene il colpo anche e soprattutto grazie alla quantità, alla corsa e alla fisicità dell'ivoriano.
RANGNICK - Il ruolo di Kessie è centrale nel Milan di oggi e lo sarà anche in quello futuro perché storicamente nelle formazioni allenate da Ralf Rangnick e nel suo 4-4-2 ideale c'è sempre spazio nei due di centrocampo per un centrocampista con le sue caratteristiche. Le scelte fatte allo Schalke prima e al Lipsia poi, sia da allenatore che da ds, hanno infatti portato alla ribalta giocatori come Naby Keita, Haidara, ma anche lo stesso Demme che oggi ammiriamo a Napoli.

FUTURO GIA' DECISO - Kessie contro il Lecce taglierà quota 200 partite con il Milan, ma il suo futuro è già deciso. Il centrocampo rossonero sarà infatti da ricostruire, con le partenze di Bonaventura, Biglia e probabilmente Krunic e Paquetà già prefissate, ma non riguarderà l'ivoriano nonostante le proposte per lui non manchino. Il suo agente in un'intervista a Calciomercato.com (LEGGILA QUI) lo ha confermato: "Non vedo un futuro lontano dal Milan per Kessie" e anche per il club rossonero e per Rangnick la valutazione è la stessa. Nessuno è incedibile davanti a offerte fuori mercato, ma in assenza di esse il Milan ripartirà da lui, e attorno a lui.