Il solito brutto Milan degli ultimi 3 mesi fa il minimo indispensabile per battere il Frosinone e tenere viva fino all’ultima giornata la speranza di entrare in Champions League. Una speranza flebile, visto il risultato dell’Atalanta a Torino. Inutile prendersela con la Juve dimessa di fine stagione, fin troppo arrendevole contro i bergamaschi e capace di regalare 1 gol, 1 rigore e 1 traversa ai primi 4 corner atalantini.

Il Milan però non se la deve prendere con i bianconeri ma solo con se stesso per aver dilapidato un vantaggio gigantesco sull’Atalanta. Un vero e proprio suicidio sportivo che si stava ripetendo anche contro il già retrocesso Frosinone ieri. E’ servito il solito miracolo di Donnarumma per neutralizzare un rigore regalato da Abate, al quale Gattuso decide di regalare la passerella di fine carriera rischiando di non battere in casa i ciociari. A dire il vero Abate non è stato l’unico a giocare male, anzi sono stati in pochissimi a salvarsi. Su tutti appunto Donnarumma che oltre al rigore fa una parata spettacolare su Valzania. Molto bene anche Suso che in questo finale di campionato è uno degli ultimi ad arrendersi. Il suo gol su punizione che chiude la partita è un capolavoro. Molto più fortunato invece il gol del vantaggio con il tiro “ciccato” da Borini e la deviazione di stinco di Piatek.

A proposito del polacco, il gol è stata l’unica cosa buona dell’ennesima prestazione deludente. Uno dei compiti più importanti del prossimo allenatore rossonero sarà proprio quello di scoprire se Piatek è davvero un grande attaccante oppure no. L’ultimo compito di Gattuso sarà invece quello di battere la Spal domenica a Ferrara, risultato tutt’altro che scontato soprattutto se si ripete il primo tempo contro il Frosinone. Il Milan dovrà giocare la sua partita senza pensare a quello che succede a Milano e a Reggio Emilia. Con la consapevolezza che in ogni caso il quarto posto non sarebbe sfumato in queste ultime partite, ma la responsabilità sarebbe da far ricadere nella gestione tecnica e societaria dal derby in poi. E di questi errori ci sarà da trarre lezione per il prossimo anno.