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Milan e Juventus si annullano e dopo 90 minuti brutti e senza occasioni, si accontentano di un pareggio per 0-0 che non fa sorridere nessuno se non Inter e Napoli, vittoriosi in questa 4a giornata di ritorno della Serie A. Un punto che serve a poco e che arriva dopo una gara in cui sono davvero pochissime le occasioni da gol costruite da due squadre apparse lente, stanche e poco incisive. Nel nulla della gara fa notizia quindi solo il ko di Ibrahimovic, uscito anzitempo per un problema al tendine d'achille, e la quadratura della difesa della Juventus con Allegri al 9o risultato utile consecutivo. Basta? Non per costruire uno show, atteso alla vigilia, ma grande assente in questa gara.

Noia o paura di perdere? Fin dalle prime battute le due squadre appaiono compatte e schiacciate, attentissime in fase difensiva e poco propense a rischiare la giocata. I contrasti sono ruvidi in tutta la zona centrale del campo e sia i rossoneri che i bianconeri faticano a portare palla vicina all'area di rigore. E così il primo vero brivido arriva per un ruvido incrocio in area di rigore della Juventus fra Calabria ed Alex Sandro che scatena le proteste del Milan, senza trovare il fischio di Di Bello.

La Juventus risponde con Cuadrado al primo vero tiro pericoloso verso la porta difesa da Maignan, senza però trovarla. L'accelerazione di Leao costringe Szczesny alla prima parata, ma è troppo poco per due squadre con questo potenziale, al punto che la notizia più importante dei primi 30 minuti è l'infortunio di Ibrahimovic, costretto ad uscire (entra Giroud), per un riacutizzarsi di un problema al tendine d'achille. Una scossa negativa per i rossoneri che però reagiscono con Calabria il cui tiro da fuori area sfiora l'incrocio, ma termina alto rispegnendo una fiammella già abbastanza timida fino a fine primo tempo.

Nella ripresa il copione non cambia e solo Morata e Leao riescono ad indirizzare la palla verso le porte avversarie senza rendersi però pericolosi. E così, così come nel primo tempo, è un episodio dubbio in area di rigore, con Messias che sbaglia lo stop e colpisce Moarata, a riaccendere gli animi sopiti dei 22 in campo con le proteste, a onor del vero più giuste di quelle del primo tempo, che non portano Di Bello a concedere il penalty.

Allegri e Pioli provano a sbloccare l'impasse con i cambi ma gli ingressi di Saelemaekers, Bennacer, Rebic e Florenzi per i rossoneri, Arhtur, Kean, Bernardeschi, Rabiot e Kulusevski per i bianconeri non producono gli effetti sperati e solo due accelerazioni di Theo Hernandez consentono al Milan di provare il colpaccio. Non va e alla fine il pareggio a reti bianche resiste fino al triplice fischio con un punto a testa che serve a poco ad entrambe e che fa sorridere e godere, a conti fatti, solo Napoli e Inter.