Se mentre stai perdendo un derby decisivo per la stagione pensi a litigare con un compagno in panchina significa che ti mancano le basi della professionalità e dello spirito di squadra. A qualche giorno dalla sconfitta contro l’Inter è arrivato il momento di analizzare a tutto tondo la lite in panchina tra Biglia e Kessie, una pagina nera della stagione milanista, un danno di immagine evidente, con strascichi per certi versi superiori alla vittoria dell’Inter. Non a caso Gattuso stigmatizza immediatamente il comportamento dei due in panchina e la vive come una sconfitta personale, proprio perché lui ha fatto di tutto per inculcare nei suoi ragazzi lo spirito di gruppo e la voglia di lottare per un obiettivo comune. La sceneggiata di domenica sera è la plastica dimostrazione di come, al di là delle apparenze, non tutti abbiano assimilato la lezione. Lodevole è stato il tentativo di metterci una pezza, almeno di facciata, inscenando un chiarimento in diretta tv nell’immediato dopo partita. Un’idea da Milan dei vecchi tempi, partorita sicuramente dalla coppia Leonardo-Maldini o magari proprio dallo stesso Gattuso. Non certo dall’ufficio comunicazione, che non brilla in fatto di lucidità e organizzazione e rappresenta in pieno il “modus operandi” della vecchia gestione fassoniana. Una delle tante eredità lasciate dall’ex ad, non all’altezza del Milan.

A proposito di questo, a meno di un anno dalla campagna acquisti dei 250 milioni sprecati possiamo dire con certezza che in un modo o nell’altro non c’è stato nessuno degli 11 giocatori comprati da Mirabelli che abbia rispettato in pieno le attese. Ci sono stati i flop clamorosi, i sopravvalutati, i non incisivi e quelli che sembravano “buoni” e che invece si stanno rivelando mediocri. Della prima categoria fa sicuramente parte André Silva che tra qualche settimana tornerà ad essere un problema del Milan. Pagato 40 milioni per fare un favore a Jorge Mendes, non solo non era in grado di fare il titolare nel Milan, ma pareva proprio inadatto al campionato di Serie A. Io stesso, che non ho mai lesinato critiche al portoghese, pensavo che in un torneo con marcature più “soft” come la Liga potesse esprimere al meglio il suo potenziale tecnico. L’avvio di campionato nel Siviglia mi ha dato ragione, ma poi anche in Spagna il rendimento di André Silva non si è rivelato all’altezza del valore attribuitogli da Jorge Mendes e pagato da Mirabelli. Non a caso il Siviglia non intende riscattarlo e il Milan rischia di ritrovarselo sul groppone. Le soluzioni sono due: svenderlo, anche se non è facile a causa dell’oneroso contratto, oppure affidarsi a Jorge Mendes e fargli guadagnare ancora qualcosa. Se André Silva fosse stato di Mino Raiola, chissà che cosa si sarebbe detto. Ma torniamo al succo dell’articolo: tra i “sopravvalutati” della campagna acquisti dell’anno scorso annoveriamo di certo Kessie. Strapagato dopo una buona mezza stagione all’Atalanta, il primo anno ha messo in mostra buone cose grazie alla sua potenza fisica in un Milan disorganizzato e senza grandi obiettivi. In questa seconda stagione ha confermato il suo rendimento altalenante, ma soprattutto non ha dimostrato miglioramenti tattici. Finchè riesce a dominare fisicamente gli avversari se la cava, ma appena cala dal punto di vista atletico emergono tutte le sue lacune tecniche, di posizione e di scelte tattiche. Il derby è stata una delle sue peggiori partite stagionali e la sua reazione al cambio di Gattuso è stata la cosa peggiore. Non parliamo poi dell’alterco con Biglia che gli ha semplicemente ricordato di essere tenuto a incoraggiare il compagno che entra in campo al suo posto. L’argentino è rimasto 90 minuti in panchina, anche se probabilmente avrebbe meritato di giocare lui proprio al posto di Kessie. Gattuso però ha voluto premiare i suoi “fedelissimi” e non se l’è sentita di modificare l’assetto del centrocampo. I fatti gli hanno dato torto, Kessie è stato deleterio per il Milan. Dentro e fuori dal campo. Gattuso, siamo certi, farà tesoro di questa esperienza. Kessie diventa un giocatore che sarebbe meglio cedere. Come gran parte, se non tutti, quelli acquistati dalla coppia Fassone-Mirabelli.