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    Milan, l’eccessiva prudenza tattica non paga: lanci lunghi e Leao fuori ruolo, Pioli deve svoltare

    Milan, l’eccessiva prudenza tattica non paga: lanci lunghi e Leao fuori ruolo, Pioli deve svoltare

    • Daniele Longo
    Il Milan deve ritrovare la sua anima. Umile, offensiva e spensierata. Quella che gli ha permesso di realizzare un’impresa che è ancora viva nel cuore di milioni di tifosi rossoneri rimasti con la testa a Reggio Emilia e alla festa per il diciannovesimo scudetto. Un’impresa che è stata la chiusura di un biennio fatto di lavoro su alcuni principi tattici che avevano portato il Diavolo a correre più e meglio degli altri, ad attaccare le linee avversarie con tanti uomini, con un’idea di calcio volta più a offendere che salvaguardare. 

    ECCESSIVA PRUDENZA - Da fine gennaio a tutto il mese di febbraio il Milan ha attraversato il peggior momento della sua storia recente. Umiliato in serie da Inter, Lazio e Sassuolo senza avere la forza di reagire. La scelta di Pioli di cambiare modulo e passare alla difesa a tre era un chiaro rimedio per fare l’emorragia. Una scelta auto-tutelativa che aveva il chiaro obiettivo di pensare prima a limitare gli avversari per poi provare a sorprenderli in contropiede. Non è un caso che le statistiche evidenziano una squadra che ha aumentato del 50% l’uso dei lanci lunghi rispetto alla scorsa stagione. Il primo a farne le spese è Leão: il portoghese deve sicuramente ampliare il proprio bagaglio tecnico ma, allo stato attuale, va esaltato secondo quelle che sono le sue caratteristiche. Rafa ha bisogno di campo per sprigionare la sua progressione, la sua potenza e le sue sterzate. Contro una Salernitana scesa in campo a San Siro con ben 5 centrocampisti è sembrato, fin da subito, un Milan troppo prudente che ha regalato un marcatore agli avversari. 

    TORNARE AI PRINCIPI- Un punto in due partite contro Fiorentina e Salernitana è un bottino troppo magro per arrivare tra le prime quattro in classifica. Quattro punti persi in classifica e un campanello d’allarme: il Milan deve tornare ai suoi principi per dimostrare che il giocattolo non si è rotto. Pioli potrebbe pensare a una maggiore turnazione per mantenere la brillantezza fisica nei suoi interpreti principali. E tornare a essere padrone del possesso palla perché cercare troppo spesso l’opzione del lancio lungo non fa parte del DNA del club campione d’Italia che ha sempre fatto del calcio propositivo il suo fiore all’occhiello. 

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