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Negli ultimi giorni filtrano notizie riguardanti la possibile, se non probabile, conferma di Gattuso sulla panchina del Milan in caso di qualificazione alla Champions League. Addirittura stamattina sulla Gazzetta abbiamo letto di un “rapporto positivo e diretto” tra Gattuso e Gazidis. È peraltro specificato che sarà Gazidis a scegliere l’allenatore della prossima stagione, curiosa precisazione che fa sorgere spontanea un'altra domanda: perché non lo sceglie Leonardo che fino a prova contraria è il responsabile dell’area sportiva? Ma tralasciamo questo discorso che svilupperemo, casomai, a fine campionato. Concentriamoci invece sulle sorti di Gattuso.

È chiaro che la dirigenza rossonera abbia ispirato le fonti giornalistiche con i recenti input sulla possibile conferma di Gattuso. È altrettanto chiaro che si tratti di un’operazione strategicamente inappuntabile per dare serenità e stabilità all’ambiente impegnato nel rush finale per arrivare al quarto posto.

Come detto, fa benissimo la dirigenza rossonera a dare fiato alle trombe che suonano musiche affini alla conferma di Rino, il rimpianto è che questa campagna di tutela dell’allenatore non sarebbe dovuta cominciare adesso, bensì due mesi fa, quando cioè la panchina di Gattuso aveva cominciato a traballare molto. Al punto da spingere addirittura il diretto interessato a prefigurare il proprio addio e a provocare una totale delegittimazione del tecnico da parte della società e di conseguenza della squadra.

Lo status di “separato” in casa che ha vissuto Gattuso nell’ambiente e che l’ambiente ha vissuto con Gattuso per due mesi ha provocato la sequela di risultati negativi. Quei risultati che probabilmente negheranno al Milan una Champions League vitale per la salute tecnica ed economica del club, una Champions League che era praticamente cosa fatta fino a prima del derby.

Speriamo che la lezione serva a Leonardo e agli altri dirigenti rossoneri in modo che capiscano di dover proteggere sempre e comunque l’allenatore, almeno fino al raggiungimento dell’obiettivo. Vedremo chi sarà l’allenatore dell’anno prossimo. Di certo non Gattuso, al di là delle notizie ufficiose e ufficiali.

La sensazione è che la società l’abbia già scelto ma debba aspettare due fattori determinanti. Da una parte la qualificazione alla prossima Champions League, dall’altra lo sviluppo delle altre offerte che il candidato ha sul tavolo. Il nome è ovviamente quello di Antonio Conte. La prima alternativa Maurizio Sarri, le ultime Eusebio Di Francesco Marco Giampaolo. Questi sono i 4 nomi che abbiamo sempre sostenuto e da questi 4 uscirà il prossimo allenatore rossonero. Quella di domenica contro il Frosinone sarà dunque l’ultima apparizione di Rino sulla panchina di S. Siro. Si sta preparando un’atmosfera straordinaria in uno stadio strapieno. Come spesso si è visto quest’anno.

Probabilmente questo non sarà l’anno del ritorno del Milan in Champions League, ma sicuramente è stato l’anno del ritorno dell’amore dei suoi tifosi. E questo è un aspetto da non sottovalutare. La vittoria contro i ciociari non è da mettere in discussione, ma i milanisti a S. Siro dovranno rimanere incollati alla famosa radiolina, proprio come avevano fatto esattamente 20 anni fa durante un Milan-Empoli di questo periodo, aspettando notizie positive dalla Lazio a Firenze.

Stavolta il campo da monitorare non sarà in contemporanea per decisione suprema della Lega, un palazzo che un tempo era dominato da Galliani & company e dove invece adesso il Milan non conta più nulla. Altro aspetto da considerare quando valutiamo la distruzione del Milan che è stata operata in questi anni.

Tutti pensiamo che un pareggio dell’Atalanta a Torino ci spedirebbe fuori dalla Champions e invece io credo che un pareggio andrebbe ancora bene, visto che poi i bergamaschi saranno obbligati a vincere l’ultima contro il Sassuolo, a Reggio Emilia. Da tenere d’occhio anche l’Inter a Napoli. Dobbiamo sperare che non pareggi perché se dovesse fare un punto al S. Paolo e un punto contro l’Empoli nell’ultima giornata potrebbero essere proprio i cugini a determinare una clamorosa eliminazione in caso di arrivo a pari punti tra Milan, Inter e Atalanta.