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Oggi Ibrahimovic, domani Donnarumma (e Romagnoli). Lo ha ammesso anche Paolo Maldini nella conferenza stampa di due giorni fa, confermando come la priorità principale in questa finestra di trattative resti la definizione del rinnovo di contratto del campione svedese e come la spinosa situazione legata al portiere classe '99 sarà oggetto di discussione soltanto nelle prossime settimane, a mercato concluso. Tirando in ballo, in un paio di circostanze, la parola "preoccupazione". Il botta e risposta sul fronte Ibra avrà inevitabilmente delle ripercussioni, ma in questo caso Mino Raiola ha già sottoposto e sottoporrà alla dirigenza rossonera valutazioni che vanno oltre il semplice aspetto economico.

MOMENTO DI SVOLTA - Se il gigante Malmoe è avviato verso la conclusione della sua grande carriera, quella di Donnarumma arriva a un importantissimo momento di svolta: Fassone e Mirabelli erano riusciti, due anni fa, a scongiurarne l'addio a parametro zero con un ingaggio monstre da 6 milioni di euro netti dopo un'estate estremamente complicata, mentre questa volta la partita si annuncia molto più complicata. Perché Gigio arriva da una stagione strepitosa e perché, a differenza di oggi, a luglio 2021 più di qualche club a livello internazionale potrebbe operare un grande investimento per la propria porta. Tanto più se sul mercato ci fosse un estremo difensore di questa caratura e a condizioni economiche decisamente vantaggiose.
IL NODO CLAUSOLA - La scelta di Raiola di posticipare le discussioni è strategica e figlia del desiderio di verificare quali prospettive sportive possa offrire Elliott al suo assistito. Quella che sta per cominciare è un'annata molto importante: dopo un passivo di bilancio di 100 milioni di euro, conseguenza anche della crisi economica scatenata dalla pandemia, il club di via Aldo Rossi non può permettersi di fallire un'altra volta l'accesso alla Champions League, una vetrina alla quale un giocatore come Donnarumma non può non ambire. Nasce da queste valutazioni la richiesta dell'agente italo-olandese di inserire una clausola rescissoria relativamente bassa (30 milioni?) in caso di intesa col Milan per il rinnovo di Donnarumma. E magari - come avvenne con la Juve per Pogba - di riservarsi una percentuale di incasso sulla futura cessione.

STRATEGIA MILAN - Dal canto loro, i rossoneri sono pronti ad offrire a Gigio un ingaggio superiore agli attuali 6 milioni e, pur non stravedendo per l'ipotesi della clausola, vorrebbero tutelarsi maggiormente in caso di addio chiedendo non meno di 50 milioni. E' una partita a scacchi che si gioca in queste settimane, con Maldini e Massara che, pur senza grandi risorse, dovranno cercare di costruire una squadra competitiva, in grado di lottare per la qualificazione alla prossima Champions. Per convincere Elliott della bontà del proprio lavoro, ma soprattutto Donnarumma e Raiola. Un gran pezzo del futuro del Milan si decide ora.