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Ralf Rangnick: istruzioni per l’uso. Le fonti societarie e para-societarie in questo periodo senza calcio giocato (ma parliamoci chiaro: sarebbe stato lo stesso anche con il campionato in corso visto che la stagione rossonera è ormai da tempo compromessa) sono e saranno impegnate su due fronti.

Il primo: non ammettere assolutamente che esista già un pre-contratto firmato con il direttore tecnico tedesco, senza contare che era stato lo stesso Rangnick a chiedere e ottenere che la sua avventura rossonera fosse annunciata al più presto (a novembre uscì l’indiscrezione su calciomercato.com e poi la notizia in tutta Europa). L’intento però adesso è quello di smentire l’accordo e anzi affievolire le possibilità di un suo approdo in rossonero per evitare conseguenze pesanti dal punto di vista economico nelle vertenze legali di Boban e company. Oltre che provare a garantire un minimo di tranquillità smarrita a Ibra e compagni fino a fine stagione. Entrambi obiettivi irraggiungibili.

Il secondo fronte della comunicazione rossonera è quello di accreditare la figura di Rangnick presso la stampa italiana ed esaltarne le gesta di fronte all’opinione pubblica. Non si sa ancora esattamente se l’attuale DT del Lipsia verrà a fare il dirigente o l’allenatore ma si sa per certo che è un fenomenale scopritore e valorizzatore di talenti. Effettivamente ci sono 8 belle plusvalenze realizzate dai club di Rangnick legate ai vari nomi da Luis Gustavo a Minamino. Ma si tratta di 8 plusvalenze di 12 anni, non esattamente una media fenomenale.

Senza bisogno di ricordare le gesta di chi prendeva Kakà a 8 milioni dal San Paolo e lo rivendeva a 60 dopo averlo sfruttato al massimo nel momento migliore della carriera
. O di chi tirava fuori dal cilindro un Donnarumma 16enne a un milione di euro dando la possibilità a chi gli è succeduto di farne un tesoro di mercato. Ma vogliamo parlare della carriera di Ariedo Braida? Vogliamo ricordare i giocatori scoperti e valorizzati da Roberto Mancini? Vogliamo sottolineare come Antonio Conte riesce a trasformare giocatori mediocri in pedine decisive? Vogliamo elencare le operazioni da applausi della coppia Tare-Lotito? Ho citato giusto i primi che mi vengono in mente, tanto per spiegare che le 8 plusvalenze in 12 anni di Ralf Rangnick saranno anche un buon biglietto da visita ma per farsi rispettare nel nostro campionato ci vuol ben altro.
Quindi, lo dico in tempi non sospetti, non facciamoci subito abbindolare dai numeri e dalle gesta che ci verranno sottoposti nei prossimi mesi sul tecnico tedesco. Lo vedremo all’opera in Italia e nel Milan. Poi potremo farci davvero un’idea. Anche perché, e qui l’opera di legittimazione da parte della comunicazione para-societaria era cominciata un mesetto fa, il buon Rangnick che secondo i più arditi opererà con la benedizione e sull’esempio di un mostro sacro come Arrigo Sacchi, non avrà al suo fianco la triade Braida-Galliani-Ramaccioni, ma il team composto da Gazidis-Moncada-Almstadt, che fino a prova contraria non hanno ancora lasciato un segno tangibile del loro lavoro nel mondo del calcio europeo.

Anche qui però, proprio nei giorni in cui si consumava il licenziamento di Boban, le solite fonti di informazione para-societarie si apprestavano a descrivere qualità e pregi dei due collaboratori misteriosi di Gazidis. Spero di sbagliarmi anche stavolta ma non so perché, quando ho letto le straordinarie referenze di Almstadt e Moncada, mi è venuto un brivido lungo la schiena ricordando gli eccezionali curricula di Yonghong Li, Han Li e di tutti gli altri che componevano quel CDA. Speriamo che gli esiti siano del tutto diversi.

A proposito dei due figuranti cinesi, a giudicare dalle recenti dichiarazioni, visto che con l’alta finanza non gli è andata benissimo potrebbero dedicarsi alla comicità. Di questi tempi non è facile strappare un sorriso alla gente, i tweet di Yonghong Li sul Milan ci riescono.