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Al centro del campo e del Milan attuale: la posizione di Lucas Biglia ricalca il ruolo che l'argentino svolge nello spogliatoio rossonero. L'ex Lazio, infatti, è stato un elemento chiave per Gattuso, per Giampaolo e lo sarà ora per Pioli. I suoi 33 anni, uniti a 72 presenze nelle coppe europee e 58 apparizioni con la maglia dell'Argentina, lo rendono probabilmente il giocatore di maggior saggezza e maturità all'interno di una rosa giovane e spesso ingenua, carente di personalità.

INTESA - Stefano Pioli, tra le tante difficoltà della nuova avventura rossonera, può trovare un sorriso: Biglia non porta solo esperienza, ma anche affidabilità e fiducia. I due, infatti, hanno condiviso la parentesi biancoceleste: un periodo importante, come sottolineato dal procuratore del centrocampista: "È un vantaggio enorme. Pioli lo conosce perfettamente, è tutto tempo guadagnato. Lucas sta davvero in grande forma, quindi può dare tantissimo al nuovo allenatore e al Milan. Chi conosce il calcio sa perfettamente che il ruolo del regista è fondamentale, specie se come il gioco di Pioli ne fa un elemento sul quale basare tutta la manovra della squadra".

RINNOVO DIFFICILE - Tutto semplice e lineare? Non proprio. Perché quello di Biglia appare già un paradosso: certezza e chiave per il presente, grossa incognita per il futuro. Il rinnovo, infatti, appare sempre più lontano: troppi i 3,5 milioni annui che percepisce l'argentino, specie se rapportati alla carta d'identità che recita 33 anni. Il giocatore sembra non voler rinunciare alla cifra, mentre il Milan - soprattutto dopo il preoccupante dato sul bilancio - punta a rivedere il monte ingaggi. Il prossimo mese, l'agente Enzo Montepaone sarà in Italia, ma difficilmente troverà una quadra con la dirigenza rossonera.