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Federico Giampaolo, fratello di Marco, ha parlato del futuro dell'ormai nuovo allenatore del Milan. Manca solo l'ufficialità, infatti, e poi l'ex Sampdoria potrà finalmente sedersi sulla panchina di una big dopo anni di rincorsa. E proprio da qui, sulle pagine della Gazzetta dello Sport, Giampaolo, Federico ovviamente, regala un elogio del più famoso fratello: ''Se Marco è da Milan? Non scherziamo, merita di andare in una grande dopo l'ottimo lavoro fatto alla Sampdoria. Anzi, ci è arrivato tardi, perché è cresciuto in modo graduale. Allenatori meno esperti e preparati hanno già fatto il salto di qualità''.

IDEE DI FERRO - ''Punta molto sul 4-3-1-2, questo è vero, ma non è un integralista e sa quando c'è da cambiare. Ma più che il modulo contano soprattutto l'atteggiamento e la testa, la volontà di fare un calcio sempre propositivo e di qualità''.

MILAN - ''Marco ha un'idea di gioco forte e ben definita. La squadra deve avere tempo per capirla e svilupparla nel modo migliore. Non bisogna avere fretta. Non sono sorpreso di vederlo a questi livelli, ha sempre avuto la testa per insegnare e organizzare. Da giocatore era il classico allenatore in campo: tornava a casa e prendeva appunti sulla partita. Incredibile per un ragazzo di 24-25 anni''.

DIFFERENZE CON MARCO - ''Lui era un centrocampista d'ordine, io un trequartista: non ci assomigliavamo molto. Ma io ero meglio, più tecnico: ho fatto il 10. Poi anche l'esterno, gol e assist. Abbiamo giocato insieme per un anno a Giulianova nell'87-88: io ero giovanissimo, lui già un regista con la testa sulle spalle. Purtroppo per problemi fisici ha smesso 10 anni prima di me''.
DA CALCIATORE A ALLENATORE - ''Il calciatore gioca, scarica la tensione subito e il martedì riparte. L'allenatore si porta dietro l'adrenaina per tutta  la settimana fino alla domenica. Uno pensa a sé, l'altro pensa per tutti''.

JUVE - ''Sono cresciuto nel settore giovanile della Juve, una esperienza importante: ti fa sentire giocatore al 100%, ti insegna la professionalità. Ma prima di andare alla Juve avevo fatto un provino con il Milan di Sacchi: tre giorni a Milanello con gente come Van Basten e Gullit. Il massimo per un ragazzo di 18 anni''.

RAPPORTO - ''Non sono assolutamente geloso di Marco, stiamo facendo carriere molto diverse, ma è giusto così. Non ho nessun rimpianto per come sono andate le cose. E ripeto, da giocatore ero più forte io''.