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Paolo Maldini, responsabile dell'area tecnica del Milan, parla a Sky Sport prima della sfida contro il Bologna: "L'obiettivo è quello di migliorare sempre. Da tanti anni parliamo di Champions, ma sono 7 anni che non ci qualifichiamo. La scorsa stagione è stato creato qualcosa di diverso, che è stato confermato quest'anno, dalla dirigenza all'allenatore, credo quindi che i frutti si debbano vedere. L'obiettivo è provarci per la Champions, non qualificarci. Non ci poniamo limiti, è vero che ci sono squadre più attrezzate ma se si creerà l'occasione vogliamo esserci". 

SUL MERCATO - "Avevamo delle priorità e siamo riusciti a metterle a posto. Abbiamo comunque un'idea di come costruire la squadra in accordo con la società; abbiamo fatto un mercato guardando al bilancio e al monte ingaggi. Siamo coerenti con quanto fatto l'anno scorso". 
LA PRIORITA' - "Adesso abbiamo ancora questi due turni preliminari, se ci dovessimo qualificare avremmo una stagione molto intensa. Il difensore centrale è l'esigenza più grande, abbiamo due fuori per infortunio e uno rientrato dopo 7 mesi di stop. A centrocampo siamo più che tranquilli con Tonali. Ajer e Milenkovic? Direi che non sono questi i nomi. Ce ne sono anche altri, questi fanno parte dei nomi però se devo essere sincero non sono in questo momento i nomi su cui stiamo lavorando". 

SULLA CRESCITA - "Sento la responsabilità per il mio passato e per il legame che ha la mia famiglia con questo club e per i tifosi, che mi vedono come una garanzia. Questo ruolo è cambiato già rispetto a quello del 2018, nella visione, nelle idee, nell'aggiornarsi, nel valutare giocatori. C'è stato un cambiamento enorme rispetto a quando stavo a casa a vedere le partite. Tante cose si dicono senza conoscere la totale realtà di essere dirigente. E' stata una crescita che ho fatto e che voglio continuare a fare".