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Christian Vieri a tutto campo. L'ex attaccante, tra le altre di Inter e Juve, ha concesso una lunga intervista al Corriere della Sera, nella quale ha toccato diversi temi, tra cui il nuovo corso bianconero con Pirlo e Conte in nerazzurro.

SULLA RIPRESA DELLA SERIE A - "Riparte, purtroppo ancora senza gente allo stadio. Così è obiettivamente un altro sport. Speriamo che presto ci sia almeno una riapertura parziale, in massima sicurezza naturalmente. Perché il Covid è una cosa maledettamente seria, questo se lo devono mettere in testa tutti".

FAVORITA NUMERO UNO - "Ennesima cavalcata vincente della Juve? Credo di sì, soprattutto se Chiellini starà bene. Con Giorgione al top, il discorso scudetto rischia di chiudersi molto presto. La Juve ha una rosa devastante, è già di suo una grandissima squadra, nettamente più forte delle altre. E con il capitano in condizioni buone si alza il livello dell’intero gruppo, non solo della fase difensiva. Chiellini è uno dei difensori più forti al mondo, ha qualità, carisma, fisicità, forza mentale. La sua presenza in campo trascina gli altri. E poi c'è Ronaldo: un marziano, immarcabile, indistruttibile".

SU IBRAHIMOVIC - "Conferma fondamentale per il Milan. Ancora oggi è devastante, forte, tiratissimo. E fa gol, sempre. Un fuoriclasse. Giocherà finché sentirà di essere decisivo, farà un grande campionato. E segnerà almeno 20 gol".

SUL MERCATO DEL MILAN - "Maldini è bravo. Intelligente la difesa di Pioli. Fosse stato per Gazidis... Paolo è nel calcio da sempre, e sa bene che le rivoluzioni improvvise non portano da nessuna parte. Serve continuità, alla lunga paga sempre".

SULL'INTER - "L’Inter la prima rivale della Juve? Sì. La conferma di Conte? Buon per l’Inter che sia rimasto Antonio. Interrompere in questa fase il suo lavoro costerebbe caro ai nerazzurri. Un percorso eccezionale secondo me quello di Conte: finale di Europa League, secondo posto in campionato... Nell’immediato, nessuno incide più di lui su una squadra. E forse nessuno allena meglio di lui a livello anche fisico. Chiede tanto, ma ti restituisce il doppio. Penso a Lukaku: non l’ho mai visto così in forma nella sua carriera. Oggi è una punta impressionante, una valanga là davanti, straordinario per potenza e velocità. Conte è un uomo libero, dice sempre quello che pensa, a volte magari con un impatto piuttosto forte. Ma sai che pacchetto prendi quando lo ingaggi".

SU PIPPO INZAGHI - "Voto 10! Non si è fatto problemi a scendere di categoria, a riprendere un certo percorso. Ha dominato la B con il Benevento, battendo tutti i record. E nulla era scontato. Non deve dimostrare niente a nessuno".
PIRLO ALLA JUVE RISCHIO TROPPO GRANDE? - "Io non vedo il rischio. Se ti senti allenatore, devi farti trovare pronto in qualsiasi momento e a qualsiasi livello. È vero, finora non ha panchine nemmeno coi ragazzini, ma da giocatore Andrea ha visto di tutto e ai massimi livelli. Ha un bagaglio di esperienza importantissimo, oltretutto conosce molto bene l’ambiente juventino. Andrea Agnelli lo ha scelto, un po’ come Laporta fece con Guardiola. Ora tocca a Pirlo, che potrà disporre di una squadra fortissima e di un club strutturato per vincere, sempre. Con Dzeko, poi, là davanti siamo ai limiti della perfezione. Edin è uno dei più completi attaccanti al mondo».

SU IMMOBILE E BELOTTI - "Ciro negli anni è diventato anche più freddo sotto porta, ha battuto gente come Lewandowski, Messi, Ronaldo... I gol li devi fare. Ora però mi aspetto che inizi a segnare a raffica anche in Nazionale, perché ha tutte le qualità per farlo. Belotti? È il simbolo del Torino, club che amo molto. Sta bene lì, è il capitano, non lo vedi mai puntare i piedi per andare in un club più grande, nonostante sia il centravanti della Nazionale. Un altro attaccante completo, con qualità davvero importanti. Credo però che possa e debba segnare di più, sia nel club sia in Nazionale".

LAZIO DANNEGGIATA DAL LOCKDOWN? - "Con i “se” e con i “ma” non vai da nessuna parte. Penso che la Juve avrebbe comunque gestito anche le situazioni più difficili. Un conto è giocare da outsider, un conto è dover vincere per forza. Cambia tutto quando scendi in campo con l’obbligo dei tre punti. Certe pressioni non sono facili da gestire per chi non è abituato a lottare lassù".

SULL'ATALANTA - "L’Atalanta è ormai una realtà ad alti livelli nel nostro calcio. Gasp è un fenomeno, la società è strutturata da big e c’è poi una grande tradizione di giovani. Per il secondo anno consecutivo giocano fra le grandi d’Europa, stanno arrivando calciatori importanti e in attacco ci sono Gomez, Muriel, Zapata e Ilicic: una prima linea da manicomio".

SULL'ITALIA - "Possiamo vincere l’Europeo".

CONSIGLIO A ZANIOLO - "Di avere pazienza, di recuperare con grande attenzione e prudenza. C’è tutto il tempo per l’Europeo".