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Non bastano mai le parole per elogiare e ringraziare tutti coloro che stanno attingendo alle loro risorse personali per contribuire concretamente ad aiutare l’Italia in questa fase drammatica della sua storia. Ovviamente è stupido fare classifiche su “chi elargisce di più e chi elargisce di meno” e non ha senso nemmeno dire: “cosa vuoi che siano per lui 100.000 euro!”, bisogna applaudire, ringraziare e basta. Da questo punto di vista è molto bello che i tre club di calcio con il maggior seguito del nostro paese, a titolo e in modo diverso, abbiano voluto rispondere “presente” alla stupenda “corsa alla donazione”. In qualche modo però ce lo aspettavamo.

Mi ha invece stupito il gesto fatto oggi da Zlatan Ibrahimovic che non solo si è messo le mani in tasca per aiutare, ma ha addirittura dato vita a una raccolta di donazioni in ambito calcistico e non solo. Ibra è visto da tutti come un duro, uno che se ne frega degli altri, uno che pensa prevalentemente a se stesso. Persino in Svezia è stato sempre accusato di non avere a cuore la sua patria. Invece, con il gesto di oggi Ibra ha dimostrato di essere un grande non solo sul campo e di avere davvero a cuore l’Italia. Dice di amarla e oggi l’ha dimostrato. Quello che ha fatto oggi Ibra l’ho visto fare a pochi altri giocatori, tantomeno stranieri. Qualche maligno sosterrà che in questo gesto Ibra è stato spinto, consigliato, indirizzato. Magari proprio dal suo agente/amico Mino Raiola. Se anche così fosse, ben venga. Significa che una volta per tutte dovremmo smetterla di giudicare dalle apparenze.
Teniamo poi conto che molto probabilmente a fine stagione Ibra lascerá il Milan e l’Italia. Se così fosse, in questi pochi mesi Ibra avrebbe lasciato un ricordo stupendo ai tifosi del Milan, al calcio italiano e a tutto il nostro paese. Penso che lo svedese sia davvero rimasto colpito da questa tragedia di massa che ha travolto l’Italia e credo che queste settimane di inattività abbiano anche lenito la sua rabbia per la piega che stava prendendo la stagione del Milan. Dopo il licenziamento di Boban e la certezza che il progetto portato avanti dal croato e da Maldini era già stato bocciato da Gazidis, Ibra era davvero furibondo. Si è sentito in qualche modo preso in giro da chi l’ha fatto tornare al Milan parlando di progetti futuri e poi aveva già in mente di cambiare tutte le carte in tavola. Si è vociferato addirittura di un litigio tra lui e Gazidis a Milanello. Di certo l’Ibra visto in campo contro il Genoa era irriconoscibile rispetto al condottiero che faticosamente aveva rimesso in sesto la malandata truppa rossonera nelle settimane precedenti. Se non si fosse abbattuto sull’Italia e sull’Europa questo tornado, probabilmente la stagione di Ibra sarebbe scivolata via così fino al suo addio.

E invece questa lunga pausa forzata e questo clima surreale che si respira a Milano e in tutto il Paese, hanno cambiato qualcosa anche nella testa di Ibra. E siamo sicuri che nelle restanti 12 partite più quella o quelle di Coppa Italia vedremo lo Zlatan di sempre, voglioso di guidare i suoi compagni e di difendere nel modo migliore possibile i colori rossoneri. Anche se saranno le ultime. Le giocherà tutte “alla Ibra”. Proprio come piace ai tifosi. La speranza è che si giochino prima possibile perché tutti abbiamo un’incontenibile voglia di tornare a parlare, polemizzare e discutere di calcio. Nel frattempo auguriamo a tutti coloro che lottano contro questo virus e a coloro che si stanno stremando per far fronte all’emergenza sanitaria abbiano la stessa grinta di Ibra in campo. Senza paura del virus, ma con la convinzione che prima o poi lo batteranno. Anzi, lo batteremo.