30
Il mercato entra nel vivo, si cominciano a disegnare le strategie per la prossima stagione eppure ci sono tante, troppe società importanti che ancora non hanno certezze su chi farà le trattative, né per quanto tempo andrà avanti il suo lavoro. Il Milan di Berlusconi (per quanto?), la Roma di Pallotta, la Fiorentina di Della Valle, il Bologna di Saputo: grandi club, proprietari doc, caos enorme ed enormi incertezze.
 
C’è chi si trova in queste condizioni per - diciamo così - cause di forza maggiore: il Milan è in attesa di sapere quale sarà il futuro del club, se resterà in mano a Berlusconi oppure avrà padroni cinesi, ed è naturale che il mercato sia frenato, a cominciare dalla scelta dell’allenatore. E’ però altrettanto evidente che i rossoneri stanno perdendo tempo prezioso: nel caso in cui la bagarre societaria dovesse andare avanti a lungo, l’estate milanista sarebbe una rincorsa complicatissima. E non va nemmeno sottovalutato il fatto che a condurre le (poche) operazioni continua per il momento a essere Galliani, uno che negli ultimi anni ha combinato disastri.
 
Ma c’è anche chi la vita se la complica da sola, come la Roma. Che da mesi sa dell’addio di Sabatini, eppure non ha posto rimedio. Il direttore sportivo giallorosso continua a raccontare che ne se andrà il 30 giugno (molte attendibilissime indicazioni lo danno per sicuro al Bologna, che divorzierà da Corvino), però sarebbe davvero incredibile se fosse così: in pratica la Roma permetterebbe a Sabatini di condurre ancora per sei settimane il mercato, comprese le trattative più delicate, e poi di andarsene lasciando in altre mani (già, quali mani?) affari che magari non sono ancora conclusi. Bisogna dire, a onor del vero, che la società giallorossa ormai non riesce più a stupirci per decisioni incomprensibili e scelte cervellotiche. E va anche sottolineato come Sabatini si sia comportato in questo stesso modo nell’estate del 2008, quando ha mollato la Lazio proprio il 30 giugno - sostituito da Tare - trasferendosi al Palermo. Di sicuro qualcosa di poco lineare sta accadendo, tanto che alla fine la decisione più logica sarebbe la conferma di Sabatini in giallorosso, a dispetto delle parole che lui stesso pronuncia da mesi (in fin dei conti, cosa valgono le parole?).
 
Non sono definite nemmeno le soluzioni di Fiorentina e Bologna. Al club viola non esiste certezza in merito alla conferma di Pradè, che sta conducendo il mercato in questa prima fase. Con autonomia limitata, però, perché non ci sono segnali di continuità e anzi continuano incessanti le voci su un ritorno a Firenze di Corvino. Il quale - e questo lo sanno tutti - sta lasciando il Bologna, da cui si separerà non appena incontrerà Saputo e troverà un accordo con lui. Questione di giorni, pare (ma è una questione di giorni che va avanti ormai da settimane).
 
Situazioni grottesche, già. Perché la squadra per l’anno prossimo si costruisce oggi, non in corsa e con affanno nelle ultime due settimane di trattative. Invece, mentre la Juve (ma anche il Napoli e in parte l’Inter) programma e si muove, c’è chi affannosamente cerca di orientarsi tra direttori sportivi in uscita e altri in arrivo. Si salvi chi può.
@steagresti