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Una mezza rivoluzione. Il Milan che verrà è ancora un progetto, una bozza in continua evoluzione nella mente di Maldini e Massara. Che lavorano, quotidianamente, su più fronti, tra buchi da tappare, emergenze da risolvere e ruoli in cui puntare ad un upgrade. Specie in attacco, dove il vestito potrebbe cambiare e non di poco. Partendo dalla punta: dopo gli azzardi della scorsa estate e di gennaio, nessuno vuole più correre rischi in materia di infortuni legati a Zlatan Ibrahimovic. Se le 16 partite di Serie A saltate l'anno scorso per acciacchi vari avevano trovato soluzioni temporanee per tamponare l'assenza dello svedese, in vista del nuovo anno servono certezze. Da qui nasce l'affondo per Olivier Giroud, per il quale è pronto un biennale da 4 milioni netti.

NUMERI IMPIETOSI - La vera rivoluzione, però, sarà alle loro spalle. Una rivoluzione che si sviluppa a partire dai numeri opachi collezionati dall'intera trequarti nel campionato andato in archivio un mese fa. Sommando le statistiche di Calhanoglu (4-10), Brahim Diaz (4-4), Hauge (2 gol), Saelemaekers (2-2) e Castillejo (1-1), i dati recitano 13 gol e 20 assist totali. Pochi, decisamente pochi per una squadra che ambisce al vertice e che intende non sfigurare in Champions League. Un palcoscenico che ben conosce pur senza calcarlo da anni, quasi come uno studente fuori sede che dopo mesi fa ritorno a casa. Si considerino, giusto per farsi un'idea, i numeri dei singoli trequartisti delle concorrenti: Malinovskyi, 8 gol e 11 assist; Mkhitaryan, 13 gol e 10 assist; De Paul, 9 gol e 10 assist; Zielinski, 8 gol e 10 assist. Dati che stridono con quanto messo insieme dall'intero reparto rossonero, pronto a un cambio di rotta.

LE IDEE - La coppia mercato milanista, infatti, cerca nuovi gol e assist. A partire dall'esterno di destra, dove Alexis Saelemaekers garantisce equilibrio e dinamismo, ma non numeri significativi in zona-rete. L'obiettivo è mantenere in rosa il belga, aggiungendo però un laterale in grado di strappare, di dare l'accelerata chiave per rendere la fascia un pericolo costante. Il nome sul taccuino è quello di Amine Adli, centrocampista classe 2000 del Tolosa che - complice il premio di miglior giocatore della Ligue 2 - ha stregato il reparto scout del Milan. Volti nuovi, però, sono attesi anche alle spalle della punta, lì dove il rapido e sorprendente addio di Hakan Calhanoglu ha lasciato un buco che il solo Brahim Diaz, per il quale è in dirittura d'arrivo la trattativa con il Real Madrid, non basterà a colmare. Attenzione, poi, al possibile restyling sulla fascia destra: se Ante Rebic è un punto fermo per la sua duttilità, lo stesso non si può dire per Rafa Leao. Come anticipato nei giorni scorsi, Jorge Mendes è al lavoro per l'addio del portoghese, che potrebbe rientrare in un ingegnoso scambio con James Rodriguez. Il Milan cerca gol e prepara la rivoluzione offensiva: servono volti (e numeri) nuovi.