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Un brodino, niente di più. Bene i tre punti ma niente facili entusiasmi. Brocchi non poteva cambiare molto, perchè sono pochi i margini di miglioramento di una rosa davvero mediocre dove lo spostamento di posizione di un paio di calciatori non cambia la sostanza. Era importante rimettere un margine di sicurezza tra sè e le squadre che inseguono per il sesto posto in vista di un trittico di sfide alla portata con Carpi, Verona e Frosinone.

BERLUSCONI, CHI L'HA VISTO? - Vince Brocchi, ma nessuno ha visto e sentito il suo mentore, l'uomo che ha puntato da subito su di lui per invertire il recente trend negativo e per porre le basi per la prossima stagione. Silvio Berlusconi è apparso "per miracolo" per esonerare Mihajlovic e scegliere il nuovo allenatore, poi è si è nuovamente dissolto, è tornato nell'anonimato, evitando di presenziare alla prima conferenza stampa di Brocchi, rinunciando all'ultimo momento alla visita di incoraggiamento di sabato e non dando notizie di sè dopo la vittoria di Genova.

VENDERE SUBITO - Che presidente è questo? Soddisfare un proprio capriccio e liberarsi dell'allenatore ribelle significa essere vicini alla squadra? Per favore... Il continuo tira e molla sulla possibile cessione societaria non sta facendo altro che inquinare il clima, rendere ancora più pesante questo finale di stagione. Ormai lo scenario è molto chiaro: da una parte la famiglia (Marina Berlusconi  in testa) da tempo intenzionata a passare la mano, dall'altra un proprietario che continua a ipotizzare una vendita a cifre assolutamente improponibili e fuori mercato. I dubbi di Berlusconi sulla trattativa con i cinesi è un altro pugno nello stomaco di chi vuole che questo tunnel in cui si è infilato il Milan abbia finalmente una fine. #Ciaone...

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