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Tutto da rifare! Non lo dico io. Lo esclama, lo confessa l'allenatore Marco Giampaolo
, alla fine della pessima prestazione e del brutto risultato di Udine. Più choccante il post partita che i novanta minuti perché non mi aspettavo le parole del tecnico, sorprendente a rinnegare tutto il lavoro fin qui svolto. 


Due i punti di vista. Giampaolo può essere considerato onesto e lucido per l'ammissione che lo schema provato quaranta giorni non possa essere applicato con questi giocatori in rosa. Molti però si domandano come il tecnico non si sia accorto subito dell'impossibilità di schierare il 4-3-1-2, per i troppi protagonisti fuori ruolo o adattati. A Udine, sui sei giocatori di centrocampo e attacco solo Paquetá forse è stato schierato nella sua posizione. Borini mezz'ala, Calhanoglu centrale (un mio desiderio ma non ci siamo proprio!) Suso trequartista, Piatek largo e Castillejo punta. Peccato che il nostro destino sia quello di non vedere mai Paquetá dietro le punte

Giampaolo insiste nell'affermare che i nuovi non li conosca ancora bene e li ha abbia allenati poco. Rispetto la sua opinione, ma Kessie-Bennacer-Calhanoglu, Suso dietro Piatek e Leao non penso che avrebbero giocato peggio. E ora in campo? Sembra si torni al 4-3-3, con la mia speranza che diventi presto disponibile Bonaventura, l'unico giocatore bravo a unire qualità e quantità. E ora sul mercato? Si punta ancora su Correa? L'argentino è adatto al nuovo modulo? Leao diventa solo l'alternativa del polacco, un’alternativa da 30 milioni? Potrebbe essere adattato sulla fascia? No, per carità… Vorrei cancellare dal vocabolario rossonero il verbo "adattare". Con gli "adattati" non si vince!  

Troppe le domande oggi senza risposta. Il campionato comunque è cominciato molto male. Qualcuno invoca la pazienza. Mi dispiace, ma, dopo gli ultimi otto anni, che hanno visto solo 120 minuti di luce vera, a Doha, la pazienza non alberga più nella gente del Milan! Mi dispiace. Sono cambiati proprietà, dirigenti, allenatori e giocatori. Noi però siamo sempre qui. Anche se, con tutta la buona volontà, vado sul fondo non del barile, ma del pozzo o ancora più giù al centro della terra, la pazienza non la trovo più!