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Fiducia, convinzione, organizzazione di gioco e… Ibra. Saranno sufficienti per ottenere un risultato positivo contro l'Inter? Questo il domandone alla vigilia del derby. Un derby che si annuncia aperto, spettacolare, avvincente ed emozionante. Qualche tempo fa sembrava una partita dal risultato totalmente orientato verso gli uomini di Conte. Oggi la crescita della squadra come complesso e come individualità ha alzato, e di molto, le quotazioni del Milan. 

Sempre suggestivo tentare i paragoni fra reparti e singoli giocatori, nonostante la differenza di schemi e filosofia. Handanovic e Donnarumma sono da anni protagonisti a difesa delle rispettive porte. Due grandi interpreti del ruolo. La difesa dell'Inter deve essere registrata. Sei reti in tre partite non sono certo un bilancio soddisfacente per una pretendente alla vittoria finale, sottolineando poi le assenze di Skriniar e quella probabile, almeno dal primo minuto, di Bastoni. Il debutto di Kolarov fra i tre in difesa non ha dato i risultati sperati nel match contro la Fiorentina. In questo momento dunque sembrerebbe dare più affidamento il reparto rossonero, che ha subito invece zero reti. Il rientro di Romagnoli dovrebbe aumentare la saldezza del reparto, che può contare sull'eccezionale stato di forma di Kiaer, sulla promettente continuità di Calabria. L'esame Lu-La è certo molto impegnativo da superare, ma i rossoneri sembrano pronti allo scontro con la potenza interista. 
Discorso a parte la sfida tra Theo Hernandez e Hakimi
, che annuncia spettacolo allo stato puro. Vincerà chi sarà più bravo ad alimentare l'azione offensiva, senza dimenticare il fondamentale aiuto ai compagni in difesa. 

Il centrocampo, per molti, sembra terra di conquista per Brozovic, il brillante Barella, il potente Perisic e l'esperto Vidal. Il Milan però può contare su un Kessie in continua crescita e su Bennacer, diventato giocatore di allure internazionale. Diventa un obbligo però l'aiuto, a destra, di Castillejo, che dovrebbe aver smaltito il fastidio agli adduttori, e a sinistra di Saelemaekers, favorito come vice Rebic. Fossi io la guida tecnica forse azzarderei Hauge, gamba rapida, scatto bruciante e ispirato attaccante, che potrebbe poi condizionare le sortite offensive di Hakimi, ma Pioli non ha certo bisogno di consigli. Il derby, a livello tattico, si deciderà lì. 

In attacco la coppia Lukaku-Lautaro forma un mix di valore assoluto, ma Ibra è Ibra, con Calhanoglu nella sua miglior versione rossonera, anzi forse della carriera. Tutte queste considerazioni sono condivisibili o criticabili sulla carta, ma alle 18 di sabato vale tutto e non vale nulla. Solo una certezza. Batterà forte il cuore, cuore da derby!

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