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La società ha già deciso. L’efficacia del lavoro di Pioli, sotto il punto di vista gestionale, tecnico, tattico e fisico è innegabile. Nei momenti più complicati e turbolenti, il tecnico parmigiano ha saputo calmare, spiegare, tranquillizzare, isolando la squadra, brava a concentrarsi sul lavoro a Milanello, allontanando rumors e distrazioni. L’allenatore rossonero è stato bravo e flessibile a cambiare schema e moduli, adattandoli all’arrivo di Zlatan Ibrahimovic. Sono cresciuti forma e morale di Rebic, ma Pioli ha confezionato il più bel regalo al futuro Milan schierando Kessiè al fianco di Bennacer. L’ivoriano non deve più rincorrere, ma solo...correre, conservando così quella lucidità indispensabile anche negli ultimi 20 metri. Oggi Kessiè, ma per me non è una sorpresa, potrebbe essere titolare in tutte le squadre di Premier League

Il capolavoro riguarda però un altro punto: la preparazione fisica dopo lo stop forzato. Oggi il Milan, insieme all’Atalanta, è la squadra che sta meglio a livello di gambe e fiato. Va sempre in crescendo, emergendo negli ultimi minuti delle partite grazie appunto ad un'evidente superiorità fisica. Eppure tutto questo non sarà sufficiente. La società - che apprezza il lavoro di Pioli e gli starà vicino fino alla ultima giornata di campionato - ha già deciso. Nessuna firma, ancora qualche piccolo interrogativo, ma dovrebbe (uso un prudente condizionale) essere Ralf Rangnick il prossimo allenatore del Milan. L’interrogativo per me più doloroso è però un altro: un Milan con o senza Zlatan Ibrahimovic
Il Campione svedese ha dimostrato, in questi mesi, la lucentezza imperitura della sua classe, confermando il suo carisma, il suo attaccamento alla squadra, il suo spirito di sacrificio e il suo amore infinito per il Milan. Oggi, a 10 milioni di euro, cioè il suo ingaggio lordo, non esistono attaccanti della sua grandezza. Un attacco con Ibra, Rebic e un Leao in grande crescita, con magari il giovane Colombo, sarebbe altamente competitivo, permettendo ai dirigenti di spendere denaro ed energia in altri settori meno forti. Mi auguro che capiscano quanto formidabile e entusiasta sarebbe l’impatto con la tifoseria rossonera, in caso di annuncio del prolungamento del suo contratto ancora per un anno. Qualcuno potrebbe obiettare: forse proprio Rangnick non lo ritiene funzionale al suo progetto. Sarebbe certamente una brutta partenza per lui. Ma qualora il tecnico tedesco affermasse che nessun allenatore potrebbe rinunciare a un Campione che ancora fa la differenza, beh - a livello mediatico - partirebbe invece con il piede giustissimo. Altri pensano che magari sarebbe Zlatan a rifiutare qualsiasi offerta. Sbagliato! Ibra ha tanta voglia di giocare un altro anno, si sente bene, ama Milano, il Milan e i suoi tifosi. Firmerebbe subito e allora forza...che cosa aspettano i plenipotenziari di Casa Milan a incontrarlo e regalare questa grande gioia al popolo milanista, ma soprattutto al Milan della prossima stagione?