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Nella lotta tra i popoli del Nord, un vichingo norvegese ha sconfitto gli uomini venuti dalle Highlands. Sono stati bravi e reattivi i dirigenti del Milan a cogliere l’attimo, acquistando dopo una trattativa-lampo Jens Petter Hauge,  già protagonista a San Siro nel Bodo Glimt. Costo dell’operazione tra i 4 e i 5 milioni. Forse un clamoroso affare. A dire il vero, lo scouting del Milan, gestito da Geoffrey Moncada, seguiva da tempo il biondo attaccante. Non è stato difficile convincere dunque i plenipotenziari del mercato delle qualità di Hauge, oggi una splendida realtà dai grandi numeri. Ha disputato solo undici partite, due partendo dal primo minuto, con 3 gol realizzati e un assist. Insomma il Vichingo segna ogni 78 minuti. Potrebbe diventare un grande giocatore. E’ stato lui, con Calhanoglu, a trascinare il Milan in una serata nata male e continuata peggio, prima a causa della rete del Celtic poi per l’infortunio di Kjaer, certamente assente nei prossimi  quattro o cinque incontri. Stefano Pioli, che forse avrebbe dovuto risparmiare un’altra fatica allo stakanovista della difesa rossonera, firmerebbe per averlo nelle ultime due partite dell’anno con Sassuolo e Lazio.

Intanto il Milan ha conquistato il primo traguardo volante della stagione, superando il girone di Europa League. Probabilmente arriverà secondo. Dovrà essere quindi fortunato a non incontrare le più forti fra le qualificate prime o una scesa dalla Champions League, per poter proseguire nella manifestazione. La testa però è già sul campionato, che vede i rossoneri comandare la classifica, anche senza il suo leader carismatico, Zlatan Ibrahimovic, probabilmente in campo il 13 dicembre, avversario il Parma. Dovrebbe rientrare presto anche Leao, per permettere a Pioli di contare sull’intero attacco. Ora il Milan dovrà essere ancora più bravo per supplire all’assenza di Kjaer, l’Ibra del reparto arretrato.
Avevo confessato la mia preoccupazione riguardante la situazione contrattuale di Calhanoglu, temendo che potesse subire contraccolpi sul piano delle prestazioni. La risposta è stata splendida. Il giocatore turco è tornato sui suoi eccellenti livelli tecnici, ma soprattutto conferma di essere un punto di riferimento della squadra. Senza distrazioni, senza tentennamenti, senza pause. Almeno fino a giugno, la squadra di Pioli potrà contare sul suo attaccamento alla squadra e sulle sue qualità tecniche. Nessuno vuole perdere energie a ipotizzare il futuro del turco, ma ora solo gustare le sue giocate, i suoi cambi di campo, i suoi calci di punizione.

Apro una parentesi. Ogni settimana leggo che sarebbe quella buona per la firma di Donnarumma. Prevale l’ottimismo, ma le tempistiche dovrebbero essere lunghe, molto lunghe. Intanto però focus sulla Sampdoria, il prossimo ostacolo, la prossima partita. Tutti sui divani, davanti alla tv, ma sempre vicini a un Milan umile e intelligente. Che poi sono sinonimi!