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La sconfitta contro la Juventus può essere paragonata, sotto tanti aspetti, a quella subita dall’Inter lo scorso febbraio. Il primo tempo dominato contro gli uomini di Conte aveva dimostrato che la strada intrapresa fosse quella giusta. La ripresa aveva invece confermato la differenza di natura tecnica fra le due squadre. Contro la Juventus abbiamo ammirato un Milan dalla precisa identità, che aveva subito solo dieci minuti nel primo tempo, palo e gol di Chiesa, ma aveva impegnato il portiere bianconero in parate non impossibili ma certo impegnative. I novanta minuti di San Siro hanno dunque evidenziato buone trame di gioco, un efficace pressing sul portatore di palla, un'organizzazione ormai consolidata. Assenze certo importanti nella Juventus, mascherate da una rosa di alta qualità a livello anche a livello numerico, mentre i sei titolari del Milan sono stati troppo penalizzanti per una rosa composta da molti giocatori non ancora prontissimi a match di così alta difficoltà. 

Sarebbero stati sufficienti la presenza di Bennacer o Tonali, magari Rebic - senza parlare di Ibrahimovic - per aumentare le possibilità di un risultato positivo per i rossoneri. Ora si volta pagina e la partita contro il Torino diventa fondamentale non solo sul piano della classifica - con Roma e Inter, le dirette inseguitrici, impegnate nello scontro diretto e la Juventus in casa con i Sassuolo, avversario sempre ostico. Sfida delicata quella contro i granata, utile per capire la reazione dei milanisti a un risultato negativo dopo 304 giorni. Purtroppo Pioli deve rimettere in campo gli stessi giocatori impegnati mercoledì sera con l’eccezione di Tonali, reduce dalla squalifica, e forse Diaz al posto di Castillejo o Hauge. Da verificare le condizioni di Kjaer, uscito claudicante dalla sfida contro i bianconeri. 
Qui si interseca la questione relativa al mercato di gennaio. Servono, e subito, rinforzi almeno a livello quantitativo. Il budget, che non supera i 25 milioni di euro, tesoretto risparmiato il settembre scorso, deve essere investito presto per un centrale di centrocampo, poi per un difensore centrale e un attaccante di peso. A trovare le formule sono bravi i dirigenti rossoneri ma, come ho più volte detto, per premiare gli splendidi sforzi del gruppo di Stefano Pioli servono urgenti rinforzi. Il Milan può e deve puntare allo Scudetto dopo 16 partite con 11 vittorie e quattro pareggi, un cammino non certo garantito nella prossima stagione, anche con qualche rinforzo in più. Accontentarsi del quarto posto, viste le difficoltà dell’Inter e la stessa mancanza di continuità di Juventus e Roma, a oggi, 8 gennaio, sarebbe un delitto. Che arrivino presto i Simakan, i Koné, il centravanti...fisicato. Il Milan lo merita, i giocatori lo meritano. Tocca ora alla Società, altrimenti alto il rischio, visti anche i pesanti impegni di febbraio e marzo, di aver reso vano il formidabile cammino di un Milan tornato competitivo!