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La morte di Diego Armando Maradona ha segnato duramente il mondo del calcio, gli appassionati e tutti coloro che hanno visto la propria vita caratterizzata dal Diez argentino, il più grande di tutti. Tra le personalità maggiormente influenti del calcio italiano, coloro che hanno avuto modo di vivere davvero da vicino El Pibe de Oro, dentro e fuori dagli spogliatoi e dal campo in erba, c’è il manager ed ex dirigente sportivo italiano Luciano Moggi. Calciomercato.com lo ha contattato per un commovente ricordo.

"Io non sono per le banalità e le frasi fatte, non mi appartengono. Vedo molte persone che insultavano Maradona, che da ieri pomeriggio lo osannano. Io l'ho vissuto, giorno e notte, per i 5 anni in cui siamo stati assieme a Napoli: inutile dire che fuoriclasse fosse sul rettangolo di gioco. Da professionista, è stato sicuramente il migliore al mondo, il numero uno"

"Nessuno al pari mio, del presidente Ferlaino e dei suoi compagni al Napoli lo ha potuto conoscere e vivere, come uomo. Gli volevo bene come a un figlio. Da qualche ora sembra che tutti siano andati a pranzo con lui, ma non è così"

"Bisognava correggerlo e riprenderlo spesso, da calciatore: non era professionale, saltava gli allenamenti. Ma non riuscivo mai, nessuno riusciva, ad essere adirato con lui. Era spontaneo, faceva quasi tenerezza, quando ti guardava. Non ho motivo di raccontare altre cose, di aneddoti ce ne sono a iosa"
"Io ieri ho sentito al telefono suo fratello Hugo. Ci siamo salutati, poi nessuno è più riuscito a parlare: ho pianto a lungo in quella cornetta. C'era tanta commozione, non servivano le parole. Quelle le lascio agli altri, ora sembra che lo conoscono tutti, è il mondo di oggi che porta a fare e dire queste cose".

"Il suo ricordo è quello di un uomo altruista, non ha mai rinnegato la povertà che lo aveva attanagliato. A Napoli sono tutti testimoni, ha sempre aiutato chi aveva bisogno. Questo era Diego, quando entrava in campo, sempre con il sorriso sulle labbra, amava ripetere: "Andiamo a vincere", e il cuore di tutti si apriva".

"E' stato un uomo, un personaggio vero, con tanti momenti difficili. Abbracciava la vita, in tutti i sensi: era ingenuo, folle, rivoluzionario. La sua rivoluzione era la forza che aveva nei piedi, lo sapeva e la metteva al servizio della gente. Mi mancherà"


@AleDigio89