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La Svizzera disputa in Qatar la sua dodicesima fase finale di un Mondiale, la quinta consecutiva, a riprova della solidità e della continuità del movimento calcistico elvetico. Per trovare i migliori piazzamenti però è necessario tornare molto indietro nel tempo, ai quarti di finale raggiunti nel 1934, 1938 e 1954 (il Mondiale giocato in casa). La nazionale guidata da Murat Yakın arriva a questo appuntamento dopo aver disputato il miglior Europeo della sua storia, concluso con l'eliminazione ai quarti di finale, ai rigori, contro la Spagna, dopo aver eliminato la Francia campione del Mondo agli ottavi, sempre dopo la sequenza dei tiri dal dischetto. La Svizzera poi ha continuato a stupire, vincendo il girone di qualificazione ai Mondiali davanti all'Italia campione d'Europa. In Qatar, la selezione svizzera è inserita in un girone non facile, con Brasile, Serbia e Camerun, ma vuole continuare stupire. E le avversarie sanno che si trovano si fronte di una squadra esperta e con la caratteristica di essere una 'ammazzagrandi': Francia e Italia ne sanno qualcosa. 

LA ROSA

PORTIERI: Yann Sommer (Borussia Moenchengladbach), Jonas Omlin (Montpellier), Gregor Kobel (Borussia Dortmund), Philipp Koehn (Salisburgo) 

DIFENSORI: Manuel Akanji (Manchester City), Nico Elvedi (Borussia Moenchengladbach), Fabian Schaer (Newcastle), Eray Comert (Valencia), Silvan Widmer ed Edimilson Fernandes (Magonza), Ricardo Rodriguez (Torino) 
  
CENTROCAMPISTI: Remo Freuler (Nottingham Forest), Granit Xhaka (Arsenal), Djibril Sow (Eintracht), Michel Aebischer (Bologna), Fabian Frei (Basilea), Denis Zakaria (Chelsea), Christian Fassnacht e Fabian Rieder (Young Boys), Ardon Jashari (Lucerna), Renato Steffen (Lugano) 

ATTACCANTI: Breel Embolo (Monaco), Haris Seferovic (Galatasaray), Xherdan Shaqiri (Chicago Fire), Noah Okafor (Salisburgo), Ruben Vargas (Augusta) 
PROBABILE FORMAZIONE, (4-2-3-1): Sommer; Widmer, Akanji, Elvedi, Rodriguez; Freuler, Xhaka; Sow, Shaqiri, Vargas; Embolo. 

IL CAMMINO - La Svizzera si è qualificata per Qatar 2022 vincendo il Gruppo C della fase a gironi della zona europea, che la nazionale elvetica ha concluso con 18 punti, davanti all'Italia ferma a 16. Decisivi i due rigori falliti dagli Azzurri negli scontro diretti: il primo parato da Sommer a Jorginho nello 0-0 di Basilea e il secondo calciato alto sempre da Jorginho nell'1-1 di Roma. Nelle otto partite che l'hanno portata ai Mondiali, la nazionale rossocrociata ha chiuso con un bilancio di cinque vittorie, tre pareggi e zero sconfitte, e con un bottino di 15 gol all'attivo (solo 2 quelli subiti). Capocannoniere della Svizzera (e del girone di qualificazione) è stato Breel Embolo, con 3 reti.      

IL CALENDARIO:

24 novembre, ore 11 - Svizzera-Camerun
28 novembre, ore 17 - Brasile-Svizzera 
2 dicembre, ore 20 - Serbia-Svizzera 


LA STELLA - Nella Svizzera di Murat Yakın ci sono tanti buoni giocatori: dai difensori Manuel Akanji e Fabian Sciare al faro del centrocampo, e capitano, Granit Xhaka, per finire con l'attacco, che annovera gli esperti Xherdan Shaqiri e Haris Seferovic, l'ormai affermato Breel Embolo e l'astro nascente Noah Okafor. Ma è il portiere la vera stella della nazionale della Confederazione elvetica: Yann Sommer. E' lui l'emblema di una squadra che, prima sotto la guida di Vladimir Petkovic e poi con Yakin, ha sempre fatto della solidità difensiva e della compattezza il suo punto di forza. Classe 1988, al Borussia Monchengladbach dal 2014, Sommer vanta 75 presenze in nazionale e nelle ultime manifestazioni internazionali è stato grande protagonista, in particolare in occasione dei calci di rigore. Agli ultimi Europei, ha parato il rigore di M'Bappé eliminando la Francia e consetendo alla Svizzera di raggiungere il suo miglior risultato di sempre nella manifestazione, nelle qualificazioni ai Mondiali ha ipnotizzato per due volte uno specialista come Jorginho, con un rigore parato e uno finito sopra la traversa. Risultato: Svizzera sull'aereo per il Qatar, Italia agli spareggi e poi a casa.