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Monza-Juve, le pagelle di CM: Rabiot leader, Kyriakopoulos disastroso

Monza-Juve, le pagelle di CM: Rabiot leader, Kyriakopoulos disastroso

  • Balice e Peduzzi
  • 57
Monza-Juventus 1-2

Monza

Di Gregorio 7
:
reattivo sul rigore di Vlahovic, è strepitoso sulla ribattuta del numero 9 bianconero. Nulla può sulla violentissima incornata di Rabiot. In questo momento è probabilmente il miglior portiere della Serie A: a quando la Nazionale?

D’Ambrosio 6: prudente e guardingo, punta sull’esperienza per affrontare i duelli uno contro uno in cui è impegnato. Trasmette sempre una buona solidità, anche se ogni tanto tende ad essere un po’ irruento. Sfortunato nel finale pirotecnico, quando respinge una prima volta il tentativo di Gatti.

Marì 6: il duello tutto fisico con Vlahovic finisce in parità. Prova anche un paio di sortite offensive, seppur senza esito. Si conferma elemento prezioso per la difesa biancorossa: esce probabilmente per le non perfette condizioni fisiche.

(21’ st A. Carboni 6:  con il suo ingresso il Monza passa alla difesa a quattro. Interpreta con buona personalità il suo spaccato di gara, provando spesso ad affondare contro una Juventus arroccata in difesa).

Caldirola 6,5:
mobile, attento e concentrato, si sdoppia tra ripiegamenti al centro e assistenza a Kyriakopoulos sul binario mancino. Che il Monza giochi a tre o a quattro elementi, raramente va in difficoltà: un modello per tutti i compagni.

Brindelli 5: sul piano della corsa e dell’intensità riesce a reggere le folate di Kostic e Chiesa. Purtroppo per il Monza non riesce mai ad abbinare qualità e quantità, dimostrando qualche limite sul piano tecnico.

(1’ st Colombo 5,5: con il suo ingresso il Monza sembra guadagnare ulteriore possesso e metri di campo: tuttavia è un fuoco di paglia, visto che ben presto la difesa bianconera prende le giuste accortezze per contenerlo)

Gagliardini 5,5: più confusionario del solito, sembra attraversare una fase di minor brillantezza: merito anche della mediana bianconera. Perde Rabiot in occasione del vantaggio ospite.

Pessina 6: il più lucido dei suoi in una difficile prima frazione, quando il centrocampo della Juve lo mette spesso in inferiorità numerica. Giostra efficacemente un gran numero di palloni cercando crepe nel muro bianconero. Cresce nella ripresa, trovando anche lo spazio per una conclusione pericolosa.

Kyriakopoulos 5: commette una grave leggerezza in marcatura su Cambiaso che costa un rigore e l’ammonizione. Forse gioca condizionato da questo episodio, ma la sua prestazione è decisamente insufficiente: impreciso, timido, subisce costantemente gli affondi di Cambiaso e McKennie.

(21’ st Pedro Pereira 6: non giocava uno spezzone da oltre un mese. Subentra con l’atteggiamento giusto segnalandosi per un paio di chiusure determinanti)

Colpani 5,5: il biancorosso più atteso delude le aspettative. Firma un paio di guizzi brillanti nel primo tempo, trovando anche la conclusione, ma nell’unica occasione a tu per tu con Szczesny manca il controllo abbastanza clamorosamente. Cala di rendimento – e non è la prima volta – con il passare dei minuti.

(31’ st V. Carboni 7: il classe 2005 firma il suo primo gol in Serie A. Fa sognare il Monza sfiorandone un altro da cineteca oltre il 6’ di recupero. Dopo diversi spezzoni convincenti si candida per una maglia da titolare sulla trequarti).

Machìn 5: un tempo alla ricerca della corretta posizione in campo. Non riesce mai a dare qualità e incisività alla manovra monzese, pur toccando un discreto numero di palloni. Resta negli spogliatoi al 45’.

(1’ st Mota 6: piccolo passo in avanti rispetto alle ultime, opache prestazioni. Più incisivo rispetto al compagno sostituito, è determinante in occasione della rete di V. Carboni. Spreca però una buona occasione calciando malamente da buona posizione. Può e deve dare di più, come sostiene Palladino).

Ciurria 6:
un tempo senza incidere nell’inedito ruolo di “falso nueve”, una ripresa decisamente più brillante. A suo agio sulla fascia, scodella diversi cross interessanti e mostra a tratti la brillantezza vista lo scorso torneo. In crescita.

All. Palladino 5,5: la scelta dell’attacco “leggero” nel primo tempo non paga. I biancorossi non riescono mai a rendersi pericolosi se non quando cambiano gli interpreti nella ripresa. Bravo nel ridisegnare la squadra e – ancora una volta – nel trovare il gol dalla panchina – ma la prima frazione resta un rimpianto.


Juventus

Szczesny 6:
poco impegnato, solo sul gol si lascia ingannare dal terreno umido e in uscita alta non si fa spaventare mai. 

Gatti 7: da diffidato gestisce un'altra partita senza macchiarsi del giallo che sarebbe costata la partita col Napoli. Bene dietro, si divora il gol del raddoppio in chiusura di primo tempo ma trova quello da tre punti all'ultimo respiro.

Bremer 6,5: un muro, senza badare per il sottile e su un terreno del genere va bene così. Cresce quando il Monza gli rimette una punta vera da trattare.

Alex Sandro 6,5: torna titolare dopo più di tre mesi, se la cava con esperienza

Cambiaso 6,5: si procura il rigore con un inserimento perfetto, ha ormai preso le misure anche sulla fascia destra (41' st Locatelli sv).

McKennie 6: un'altra prestazione da mezzala, a suo agio quando c'è da lottare.

Nicolussi Caviglia 6,5: Allegri gli conferma la fiducia in cabina di regia, lui sale di tono rispetto alla partita con l'Inter quando forse la pressione lo ha schiacciato un po', cambia anche campo con precisione e coraggio. E quando calcia i corner diventa un fattore (24' st Danilo 6: il capitano ritorna dopo due mesi, lo fa da playmaker per aiutare la Juve a blindare lo 0-1).

Rabiot 7,5: aiuta la Juve a non avvertire il colpo del rigore sbagliato da Vlahovic, trovando subito la rete del vantaggio con uno stacco imperioso su corner. E poi si scatena quando regala a Gatti la palla da scagliare in rete per l'1-2 finale. Capitano anche dopo il ritorno di Alex Sandro, leader vero.

Kostic 6: corre e rincorre sulla sinistra, comunque una certezza.

Vlahovic 5: secondo rigore sbagliato in stagione, fallisce pure il tapin facile facile. Fa parlare di sé più che dei gol segnati, anche questa volta (24' st Milik 6: entra per dare una mano nel finale di puro contenimento).

Chiesa 6: si vede poco rispetto al solito, il clima non lo aiuta ma un paio di perle le regale lo stesso (30' st Kean 6: vedi Milik, con qualche minuto in meno a disposizione).

All. Allegri 6: decide di aspettare e basta nel secondo tempo, il Monza non crea nulla ma è un rischio eccessivo che può costare la vetta. Di rabbia la sua squadra si riprende la vetta e ora aspetta un passo falso dell'Inter a Napoli. Che nessuno parli di scudetto. Però...

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