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Presidente Moratti: alla fine l'ultimo colpo di mercato è dell'Inter, Mauro Zarate.
"Sì, è nato da una telefonata, avuta stamane, con il presidente della Lazio. Mi è sembrato che alla fine, discutendo un pochino, si sia arrivati a una soluzione che ci ha consentito di poterlo prendere per questa stagione, valutando poi il riscatto. È un bravissimo ragazzo, l'ho incontrato oggi, è molto felice di poter essere all'Inter e, adesso, è tutto nelle mani dell'allenatore. Abbiamo un sacco di bei giocatori".

Il suo bilancio di questa sessione di calciomercato: è partito Samuel Eto'o, sono arrivati Diego Forlan e Zarate.
"Per me abbiamo una squadra fortissima, però lo dico un po' da tifoso. Mi sembra che sia interessante come squadra. Ci sono calciatori nuovi da scoprire, una componente del calcio che entusiasma. Mi sembra che abbiamo tante possibilità, anche di gioco, e con tanti giocatori. Quindi io credo che il lavoro svolto possa essere positivo, il bilancio è certamente positivo".

Zarate è un attaccante che avvicina un po' di più la squadra all'idea di calcio dell'allenatore?
"Beh, certamente, era l'allenatore che chiedeva di poter avere un attaccante esterno, quindi certamente l'avvicina di più. È importante, nell'insieme, avere una squadra che possa dare molta sicurezza anche a centrocampo e in difesa, in modo che si possa giocare di conseguenza in maniera brillante".

Presidente Moratti: in generale, la crisi si è fatta sentire anche sul calcio italiano...
"Sì, infatti, tutte queste operazioni sono state definite in prestito oppure, come per Forlan, è stata un'operazione intelligente. Anche dal punto di vista economico, Zarate e Forlan sono state due ottime operazioni, oltre al valore calcistico, chiaramente. Al momento, comunque, è così e non solo in Italia. Anche all'estero, a parte un paio di situazioni di un mese fa, non mi sembra ci siano state grandi operazioni. Anche gli altri, insomma, si sono calmati, pur avendo realtà diverse dalle nostre, come per esempio gli stadi, che mettono questi club nella situazione di avere maggiori possibilità. Noi viviamo con le nostre realtà, mi sembra anche generosamente. L'altro giorno sentivo dire in televisione da certi presidenti che se lo fanno è perché ci guadagnano: no, sappiamo che è un servizio sociale quello di fare il presidente di una società di calcio, decisamente. Certo, c'è la passione che ti condanna a farlo".

Chiuso il mercato, l'Inter è in pole position per lo scudetto?
"Di novità c'è certamente che abbiamo cambiato il sistema di gioco e che abbiamo un nuovo allenatore. Poi che cambi il sistema di gioco starà lui a vedere. È partito un calciatore sul quale si andava sul sicuro, come Eto'o, ma ne abbiamo preso un altro, Forlan, del quale siamo fierissimi. Quindi certamente l'Inter parte con ambizioni, ma direi che è meglio avere un basso profilo e vedere un po' come girano le cose".

È cambiato il sistema di gioco, è arrivato anche Zarate: Moratti dove vede Wesley Sneijder in questo sistema? Punta, attaccante esterno, a centrocampo...
"Libero... (ndr.: sorride)".

Il mercato in Inghilterra chiude a mezzanotte, non è che per caso ci può essere ancora qualcosa per Sneijder?
"No. L'arrivo di Zarate non c'entra nulla con Sneijder. Nè ZarateForlan. Zarate è stato preso perché un calciatore di fascia con le sue caratteristiche non lo avevamo e poi perché sposa un po' di più l'idea di gioco dell'allenatore. E io sono contentissimo che Zarate giochi da noi".

Presidente Moratti: è una vittoria aver tenuto all'Inter Wesley Sneijder?
"È una volontà, altro che una vittoria. È una volontà perché è un giocatore di gran classe, certamente richiesto da altri, e devo dire che lui si è comportato molto bene perché mi ha detto, tantissime volte, malgrado ciò che si leggeva sui giornali, 'presidente voglio restare all'Inter'. Quindi, lo ripeto, si è comportanto molto bene. Per conto mio, Sneijder era bene che restasse per dare sicurezza al livello di talento della squadra".

Quindi, Presidente, non era vero, come abbiamo letto, che Wesley era un po' scontento...
"Anch'io leggevo il giornale e me lo mettevo in testa. Poi parlavo con lui e... non risultava".

L'altro giorno abbiamo letto alcune sue dichiarazioni su determinati quotidiani: Giampaolo Pazzini che doveva giocare sempre, la difesa 'a 3' da cambiare. Sembrava che il presidente Moratti stesse dando indicazioni all'allenatore...
"A me sembra che, appena uno respira, vengono fuori mille intenzioni, persino di come la persona abbia respirato. Non ho assolutamente detto quello, ho solo detto che Pazzini è un attaccante che fa molti gol, quindi è un calciatore che non bisogna sacrificare. E per il resto se fino ad adesso i risultati della difesa a tre non sono stati quelli che ci aspettavamo, starà all'allenatore decidere se continuare, e avere successo, o cambiare. Questo, sia chiaro, non è un ultimatum, tutt'altro, è una piena libertà lasciata all'allenatore di fare qualsiasi cosa che ci consenta di fare bene".

A fine mercato, dunque, c'è ottimismo?
"Sì, l'ottimismo in realtà ce l'avevo anche l'altro ieri, però adesso un po' di più, perché mi sembra che abbiamo tante possibilità".

Alla fine perché l'Inter non ha preso Rodrigo Palacio?
"Perché abbiamo preso Zarate, prima scelta, senza dubbio".