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Lo Special One, subito dopo aver conquistato il suo secondo titolo italiano, il quinto consecutivo per l'Inter, getta acqua sul fuoco circa il suo futuro da allenatore del Real Madrid: 'In questo momento non sono egoista per pensare a me stesso, penso solo all'Inter, ai miei giocatori - ha detto a Inter Channel -. Dopo Madrid ci sarà il tempo di essere egoista per uno, due, tre giorni e penserò a quello che mi farà più felice dal punto di vista professionale, devo pensare. Ma adesso al 100% posso dire che non è vero che sto con un piede e mezzo al Real, anzi, sono lontanissimo dall'essere l'allenatore del Real. Diverse volte nel corso della stagione ho pensato che questo non fosse il mio habitat naturale, ma poi ci sono stati impegni ravvicinati. Qui non mi sento a casa, dopo la finale però voglio pensare a lungo". Il portoghese ha poi continuato: "Mi mancava questo, vincere un campionato nell'ultima partita e all'ultimo minuto. Ho vinto a casa, in albergo, con 4-5 partite dalla fine, questa esperienza è nuova e non la voglio ripetere - ha detto Mourinhop -. il momento più difficile è stato dopo la partita con la Fiorentina: a quel punto noi eravamo secondi e non dipendevamo solo da noi. Sapevamo che non bastava vincerle tutte e poi giocavamo con la Juve che non sarebbe venuta a Milano per vincere ma per non far vincere all'Inter il campionato. Poi la Roma ha perso con la Sampdoria, noi siamo stati di nuovo proprietari del nostro destino ed è stato facile, G.L.