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Una botta alla Juventus, un’altra a Benitez e, in pochi secondi, José Mourinho si toglie la soddisfazione di picconare per l’ennesima volta i cari nemici. Il portoghese ha la barba lunga e il sorriso largo. L’umore è buono. Domani, c’è Crystal Palace-Chelsea. Poi Mou si accomoderà in poltrona e seguirà Arsenal-Manchester City, tappa chiave nella corsa per il titolo.
 
FRECCIATINA. La "stecca" alla Juve parte da lontano. Il punto di partenza del discorso è l’attuale formula della Europa League: “Sono contrario alla retrocessione dei club dalla Champions all'Europa League, perché i club che giocano in quest'ultima competizione sono penalizzati. Se la Juve alla fine dovesse vincere l'Europa League non sarebbe un vero successo per me, perché è una squadra costruita per la Champions. La scorsa stagione il Chelsea ha avuto problemi a qualificarsi in Champions ed è scivolato in Europa League con una squadra costruita per altri obiettivi”.
 
LA DIFESA. Mou, che in un’intervista rilasciata al Sun ha svelato di aver avuto un colloquio con Ferguson lo scorso anno (“mi chiamai fuori dalla lotta per la sua successione dicendogli che nel mio futuro c’era il Chelsea”), ha difeso David Moyes, sulla graticola dopo il k.o. nel derby: “È in un club nuovo e in una realtà nuova. Gli va dato il tempo di lavorare”. Mou considera ancora il Manchester City la squadra favorita per i titolo (“deve recuperare due gare, ha il suo destino nelle proprie mani”) e pensa che anche l’Arsenal abbia ancora qualche chance: “La partita con il City è un’ottima chanche per tornare in corsa”.
 
FORTUNA. Ha ribadito per l’ennesima fortuna il piccolo vantaggio a favore del Liverpool: “E’ fuori dalle coppe e gioca una volta la settimana, noi invece siamo in corsa in Champions e abbiamo una gara ogni tre giorni”. Mou sarà sentito dalla commissione della federazione dopo l’impegno di Champions in casa del PSG, il 2 aprile: “Voglio raccontare che cosa è accaduto contro l’Aston Villa”. E a proposito di Psg, ha liquidato con una battuta gli interessamenti per Hazard e Oscar: “Se vale la regola del fair play finanziario, non possono permetterseli di pagare il loro reale valore. Se invece infrangono le regole, dovranno sborsare 360 milioni di euro”. Come dire: il Psg può scordarseli.
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