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Jeison Murillo è tornato in Italia dopo la parentesi spagnola per vestire la maglia della Sampdoria. Il giocatore ex Inter ha parlato alla Gazzetta dello Sport del suo passato e del suo futuro: ''Cosa mi mancava dell'Italia? Gli spaghetti. A parte le battute, mi mancava la fiducia. Ho scelto la Sampdoria perché conosco la sua storia e l'ambiente. Qui ci sono stati tanti grandi giocatori, i tifosi sono importanti. E Di Francesco mi piace: con le sue idee può esaltare le mie caratteristiche''.

BARCELLONA - ''Sono stato lì qualche mese, sapevo che avrei giocato poco, ma è stata una splendida esperienza. Così come quella di Valencia''. 

ANFIELD - ''La sconfitta in Champions con il Liverpool? Inizialmente pensai che il Barcellona fosse talmente forte da riuscire a reagire. Poi gol dopo gol, ho cominciato a temere che non saremmo passati. Succede nello sport''.

INTER - ''Il calo? Non so nemmeno io il motivo. Credo che nessuno possa saperlo. Probabilmente i primi risultati negativi fecero calare la fiducia. Il secondo anno invece fu storto dall'inizio. Cambiammo tre allenatori, se leggevi la formazioni pensavi ''Questa squadra è forte''. Poi in campo non funzionava nulla''.

INFANZIA -
''Mattina scuola, pomeriggio in campo. Studivao il giusto, non ero il migliore, ma andavo bene. In campo andavo meglio però...''.
NUOVO CORDOBA - ''Non amo i paragoni e per meritarmeli devo fare ancora una lunga strada''. 

MESSI - ''Quando sfidi un fenomeno sei motivato, vuoi vedere fin dove puoi arrivare. Devi valutare azione dopo azione, uno come Leo colpisce all'improvviso senza che tu riesca a immaginare come''.

ESPULSIONE DI RONALDO - ''Non so se fu una decisione esagerata. Fu una decisione dell'arbitro. Lui mi prese i capelli... Cuadrado, Bonucci e Chiellini mi chiesero se avessi fatto scena, gli spiegai tutto''.

COLOMBIANI PIU' FORTI - ''Cordoba, Cuadrdo e Murillo''.