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"Time to break up Amazon. Monopolies are wrong!". Queste le parole con cui il fondatore di Tesla attacca il CEO di Amazon su Twitter. La vicenda risale al 4 giugno scorso quando sul social network, il giornalista Alex Berenson si lamentava pubblicamente con il colosso del Web del rifiuto della pubblicazione di un suo ebook, ufficialmente “un errore” chiarirà poi Amazon. Musk rispondendo al giornalista ha attaccato l’azienda di Seattle accusandola di monopolio. Nel libro l’ex giornalista del New York Times avanzava dubbi sull'attuale pandemia dovuta al Covid-19, tesi condivisa da Musk, che da tempo si pronuncia a favore di una riapertura totale delle attività produttive negli Stati Uniti. 

Musk non è nuovo a tweet polemici e a dir poco sorprendenti. Lo sanno bene gli azionisti Tesla che ormai convivono con la paura che il titolo oscilli ad ogni tweet del suo fondatore. Ma dietro al battibecco via social si cela probabilmente uno scontro politico-economico che negli Stati Uniti sta prendendo delle forme ben precise. Musk e Bezos sono concorrenti nel settore aereospaziale, rispettivamente con i progetti SpaceX e Blue Origin. Gli imprenditori sono in competizione anche sul piano politico. Mentre Musk ha più volte strizzato l’occhio all'attuale amministrazione americana e alle sue politiche, Bezos e Trump si sono trovati spesso in aperta polemica a causa delle inchieste del Washington Post, quotidiano di proprietà di Bezos. 
Allargando l’orizzonte è lecito intravedere, dietro quella che sembra l’ennesima zuffa social tra personaggi famosi, l’alba di uno scontro con interessi economici e di potere enormi. Da una parte i giganti del Web, sotto indagine Antitrust dal Dipartimento di Giustizia e dalla Federal Trade Commission, dall'altra l’inventore americano, pioniere dello spazio, con cospicui interessi in ballo con l’attuale amministrazione Usa. Lo scontro è evidente: da una parte il potere sempre crescente a livello politico delle piattaforme Web, dall'altra un Presidente che divide il mondo tra chi è con lui e chi è contro di lui. Manca ancora qualche mese alle partita delle presidenziali del prossimo novembre negli Stati Uniti, il pre-partita però sembra già essere iniziato e non lascia presagire una campagna dai toni pacati e amichevoli.