Ve lo confesso: non vedo l’ora. Di cosa? Che Nainggolan arrivi all’Inter. Secondo me è il matrimonio perfetto, il giocatore giusto nel posto giusto. Nainggolan sta all’Inter come il formaggio sui maccheroni. Assolutamente perfetti & compatibili. Lo conferma pure l’ultimo video pubblicato sul proprio profilo Instagram, mentre intona in bagno l’inno belga: nudo, proprio come il suo futuro capitano Icardi nell' ultimo selfie scattato e postato in Sudafrica.

Prevedo scintille nelle vigilie dei prossimi Derby d’Italia, e sono convinto che ci divertiremo molto.

Aldilà però delle provocazioni che Radja lancerà alla Juve, mi ha intrigato molto la formula utilizzata da Inter e Roma per permettere il passaggio del Ninja in nerazzurro. Un piccolo capolavoro di alchimia finanziaria, da standing-ovation, o – per gli amanti del vintage – un'operazione old style primi anni 2000 (ricordate le famose plusvalenze farlocche per le quali nessuno pagò? Ecco, appunto).

Perché Nainggolan sarà pure diventato un calciatore scomodo, con comportamenti troppo sopra le righe e, quindi, da scaricare al più presto di fronte alla prima offerta interessante, ma che fosse possibile incartarlo e portarlo via con un ventello e due contropartite tecniche, nemmeno di primo livello, non lo ritenevo possibile finché non l’ho visto fare per davvero.

Solo una stagione fa Radja veniva valutato attorno ai 60 milioni, oggi meno di 40. Per il valore tecnico del giocatore, quasi un saldo, che si trasforma in un regalo nel momento in cui la Roma si accontenta di 22 milioni cash più le contropartite di Santon (valutato 6) e del giovane Zaniolo (12).

Il terzino nerazzurro lo conosciamo bene: sbocciato come promessa nerazzurra,venne spedito in terra d’Albione – al Newcastle – per 7 milioni di euro e dopo 4 anni riportato a Milano, su esplicita richiesta di Mancini. Ripartì bene,ma dopo poco si riperse per strada. L’Inter provò a rivenderlo, ma non ci riuscì, complici le non perfette condizioni fisiche del giocatore che non superò le visite mediche con ben 3 club interessati. Nell'ultima stagione con Spalletti ha rivisto il campo 15 volte, giocando solo sei volte per gli interi 90 minuti. Eppure l’Inter e' riuscita ad inserirlo – col benestare della Roma – nella trattativa Nainggolan, per una cifra pari a 6 milioni: in 11 anni di carriera, Santon non si e' praticamente mai svalutato.

L’altra contropartita porta il nome di Nicolò Zaniolo, classe 1999, fresco campione d’Italia con la squadra Primavera dell’Inter, che lo ha prelevato un anno fa dalle giovanili dell’Entella pagandolo 1 milione e 800 mila euro. Dopo appena un anno di permanenza ad Appiano Gentile, la sua valutazione è schizzata a 12 milioni. 
Zaniolo ha sicuramente molto talento e si e' appena laureato campione d'Italia coi suoi pari età, tutto ciò non giustifica però questo superprezzo (avallato sempre e comunque dalla AS Roma). Altrimenti viene da pensare che solo all'Inter siano bravi a vendere i propri giovani e tutti gli altri direttori sportivi delle pippe. Cominciando da Monchi, che ha appena piazzato l’ex bomber della Primavera giallorossa, il 19enne Tuminello, 30 reti nella stagione 16/17 più una decina di presenza quest’anno in prima squadra, per la miseria di 5 milioni all’Atalanta.

E che dire del ventenne belga Bastien del Chievo (2 stagioni in Serie A, 35 presenze e 2 gol) appena ceduto allo Standard Liegi per 4 milioni. Possibile che l'unico fenomeno in circolazione sia Zaniolo?

“Perché non parli dello juventino Cerri?” è stata la pronta replica, in tv, di qualche opinionista interista. 

Bene, parliamone pure: Cerri (22 anni) ha iniziato la propria carriera nelle giovanili del Parma per poi passare subito alla prima squadra. La Juventus lo prelevò dal Granducato nell’estate del 2015, pagandolo 3 milioni e 200mila euro,e nella medesima estate lo girò in prestito al Cagliari. Quando tornò alla base, venne dirottato (sempre in prestito) prima alla Spal, poi al Pescara e infine al Perugia, con la quale ha appena disputato i play-off. Solo in quest’ultima stagione di B, Cerri ha collezionato 37 presenze, 19 reti e 12 assist. Non male, mi pare.

La Juve lo valuta oggi 12 milioni. Esattamente come il diciottenne Zaniolo, che nella stagione appena conclusa ha giocato pure lui 35 partite e segnato 14 reti, ma solo e soltanto con la Primavera dell’Inter.

Probabilmente Paratici e Marotta hanno ancora molto da imparare da Ausilio.