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Sulla scia dei più brutti Napoli di stagione, quello che in Spagna s’è fatto mettere sotto da un Granada con poca qualità, ma tanta, tanta buona volontà. Due a zero per la squadra di Martinez. E questo vuol dire che dopo aver “bucato” la Supercoppa ed essere uscito dalla coppa Italia, il Napoli tra sette giorni al San Diego rischia di dire addio pure al sogno europeo. Brutta faccenda e, forse, nuovi strappi e tensioni congelati soltanto perché, in chiave zona Champions, domenica il Napoli ha un importante appuntamento a Bergamo contro l’Atalanta. 

Eh, sì, l’aveva pensata in altro modo, il signor Gattuso. Per il suo Napoli dei cerotti e dell’idrossiclorochina aveva pensato a una partita d’attesa e di ripartenza. Pochi rischi, insomma, e poi il tentativo, la speranza di capitalizzare la velocità di Osimhen. Buona e forse anche scontata idea, pensando ai nove assenti, alla panchina con sei giovanottini della Primavera e al fatto che tra una settimana c’è il ritorno. E in partite come queste, si sa, i conti si fanno alla fine. Buona idea, certo, ma a patto di mettere poi in campo una squadra almeno un po’ feroce nella sua difesa e con l’occhio lungo a cercare immediatamente il suo centravanti. E in verità, per una ventina di minuti rischia poco la squadra di Gattuso. Fors’anche perché il Granada - vedovo anch’esso di  Soldado e Suarez là davanti – prima di tutto si specchia nella sua felicità d’essere protagonista in Europa League e poi pensa alla partita. Venti minuti. Poi Kenedy (il brasiliano in prestito dal Chelsea) fa viaggiare palla lunga e pesca su secondo palo Herrera (venezuelano in prestito dal City) che di testa non perdona. Troppo solo, però, Herrera. Colpa di Di Lorenzo che poi non ce la fa a recuperare? No, colpa di Rrahmani, il quale non marca nessuno e costringe Di Lorenzo a metà strada tra Molina e Herrera. Un errore, una sbadataggine che il Napoli paga amaramente. Prima occasione e primo gol per gli spagnoli in festa. E non è tutto. Perché invece di darsi una mossa, di ragionare e di mettersi un po’ meglio in campo, dopo due minuti il Napoli va sotto un’altra volta. E stavolta prende gol addirittura in contropiede. Politano perde palla al limite dell’area di Rui Silva, palla subito a Machis che va via e poi a Kenedy (stavolta a sinistra), che entra comodamente in area e in diagonale frega Meret un’altra volta. Colpe? Tante in casa azzurra. Da una ripartenza non contenuta dai centrocampisti al lentissimo rientro di Di Lorenzo, sino alla chiusura mancata di Rrahmani e, perché no?, al posizionamento di Meret. Insomma, chi più ne ha più ne metta, per questo Napoli che in due-minuti-due passa dall’idea di una quasi tranquilla notte da pareggio a due ceffoni in piena faccia.

Intendiamoci, non è che da un Napoli tanto ospedalizzato ci si aspettasse chissà quali fuochi d’artificio, però un minimo d’attenzione sì. Invece, in un primo tempo in cui riesce a tirare solo due volte in porta e altrettante volte fuori, prima con Elmas e poi con Mario Rui, il Napoli si vede raramente in quanto a gioco e ragionamento. Osimhen, ad esempio, è trasparente. E Fabian, al grande rientro, non è neppure l’ombra di se stesso. Così come non si capisce che cosa voglia dire e fare quel centrocampo (Elmas, Lobotka e Fabian) raccattato tra i resti dei titolari. Attenuanti, certo, ma non abbastanza da giustificare un’altra notte da comparsa per un Napoli che in campo non porta un briciolo di ritmo, di personalità, di voglia di far valere almeno un poco di quella qualità che ha. Cosa che, ovviamente va benissimo al Granada, che nulla d’eccezionale fa, ma che al Napoli presenta comunque il conto del suo giocare semplice e ordinato e della buona tecnica dei suoi esterni Kenedy ed Herrera. Anzi, vanno pure al di là d’ogni più felice previsione, gli spagnoli di Martinez, seconda peggiore difesa della Liga e reduci da quattro sconfitte e tre pareggi nelle ultime sette in campionato. Ma tant’è il Napoli di oggi. Non c’è la squadra di Gattuso, il quale solo per finta può sentirsi sereno in campionato e ora pure in Europa League.

Comunque, in avvio di secondo tempo qualcosa prova a fare, l’allenatore azzurro. Dentro Zielinski – rimasto in panchina assieme a Bakayoko pensando all’Atalanta – e fuori Politano, uno dei fantasmi azzurri. E il Napoli, in verità, sembra un po’ più vivo. Vivo, non vivace. Vivo, non esuberante. Tiene più palla, insomma, ma forse solo perché il Granada se ne sta più per i fatti suoi, più stretto e più arretrato a difesa del suo doppio vantaggio. Tant’è che il primo tiro azzurro, di Zielinski e pure questo fuori, arriva solo dopo un quarto d’ora. Quando il signor Gattuso richiama anche Lobotka e ricompone, con Bakayoko, un centrocampo più credibile e reale. Per quel che serve, ovvio. Perché nessuno del Napoli si propone per rimettere assieme qualche buona idea, qualche giocata che abbia un senso vero, una reazione fosse pure solo d’orgoglio e di passione. Né Insigne né Fabian. né Zielinski nè tantomeno Osimhen, il cui fratello, tale Andrew, va raccontando in giro che se il fratellino non fa gol è solo perché la squadra non gioca per lui. Insomma, non bastavano i guai che il Napoli già ha, ora ci si mette pure Osimhen-due a fare danni.

Napoli che non ha fortuna a poco dalla fine (72’), quando su calcio libero battuto da Mario Rui, Rrahmani di testa manda appena alto. Peccato, facendo gol Rrahmani avrebbe almeno cancellato un po’ dei suoi peccati. Morale: i conti a Fuorigrotta tra una settimana. Ma per passare il turno ci vorrà un’impresa. E, ovviamente, qualche rientro dei tanti infortunati


IL TABELLINO

Granada-Napoli 2-0


Marcatori: 19' p.t. Herrera (G), 22' p.t. Kenedy (G)

Assist: 19' s.t. Kenedy (G), 22' p.t. Machis (G)

Granada (4-2-3-1): Rui Silva; Foulquier, Vallejo (23' p.t. German), Duarte, Neva (33' s.t. Diaz); Gonalons (33' s.t. Eteki), Herrera; Kenedy (25' s.t. Soro), Montoro, Machis (25' s.t. Puertas); Molina. All. Martinez.

Napoli (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Maksimovic, Mario Rui; Fabián Ruiz, Lobotka (19' s.t. Bakayoko), Elmas; Politano (1' s.t. Zielinski), Osimhen, Insigne. All. Gattuso.

Arbitro: Kasarev (Russia).
 
Ammoniti: 25' p.t. Elmas (N), 27' p.t. Di Lorenzo (N), 38' p.t. Foulquier (G), 32' s.t. Rui Silva (G), 34' s.t. Insigne (N), 38' s.t. Zielinski (N), 41' s.t. Diaz (G), 47' s.t. Eteki (G).