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Diego Armando Maradona, due statue e la lite tra il Napoli e il Comune. Lo scorso novembre il leggendario numero 10 è scomparso e subito lo stadio che ospita le partire del club partenopeo è stato rinominato, da San Paolo a Diego Armando Maradona, con la squadra allora allenata da Gattuso che ospita la Real Sociedad in Europa League nell’impianto col nuovo nome. Ora, però, c’è una battaglia in atto per le statue del fu Pibe de Oro. 

IL COMUNE - Sì, perché il comune di Napoli e il club di proprietà di Aurelio De Laurentiis non si sono parlati e ognuno per i fatti suoi si è messo al lavoro per realizzare una statua. La Giunta Comunale, nella giornata di martedì, ha approvato la donazione dell’artista Mimmo Sepe, decidendo così di inaugurare la statua allo stadio Maradona il prossimo 29 luglio, alla presenza di pubblico. Ma c’è un problema: il Napoli sta preparando la sua. E non sapeva niente di tutto ciò. Tanto che il Napoli, a fine luglio, è in tournée...
IL NAPOLI - Il progetto di Aurelio De Laurentiis è più ampio: sta pensando a un museo multimediale, che consenta di ‘stare in campo’ con Maradona, e, ovviamente a un’altra statua, realizzata dalle Fonderie Nolane e progettata da Stefano Cenci, amico di Diego Armando Maradona, con due particolari tridimensionali: il piede sinistro e la mano mancina tridimensionali. A grandezza naturale, anche il Napoli pensa di metterla in zona stadio. Ma come fare con l’altra? E sorgono anche dubbi legali: chi può fare cosa all’interno dello stadio? Il Comune o il club? Il primo è proprietario, il secondo è concessionario e affittuario.

Inoltre, scrive la Gazzetta dello Sport, c’è chi dice che anche gli eredi vogliano dire la loro. Insomma, una situazione aggrovigliata. Culmine di un rapporto, quello tra De Laurentiis e De Magistris, complicato.