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A Bergamo, per i quarti di finale di Coppa Italia, andrà  la Fiorentina. La qualificazione è arrivata dopo 120 minuti di una battaglia incredibile vinta a Napoli. Cinque a due per i viola, con due espulsi nella squadra di Spalletti e uno in quella di Italiano, più un palo (di Lozano) e una traversa (di Milenkovic). La Fiorentina ha meritato la vittoria per aver giocato meglio in parità numerica, per essere andata in vantaggio nonostante l’inferiorità numerica e per aver schiacciato il Napoli, segnando tre gol nei supplementari, in superiorità numerica. Se si fa un conto di minuti, i viola hanno giocato con un uomo in meno (espulso Dragowski) per 54 minuti recuperi compresi, gli azzurri con un uomo in meno (espulso Fabian Ruiz dopo Lozano) per 34 minuti recuperi compresi.

BUONE NOTIZIE VIOLA - Al di là della qualificazione, per Italiano sono arrivate alcune ottime notizie con l’immancabile gol di Vlahovic ma anche col primo, in viola, di Piatek e perfino l’assist di Ikoné per il 5-2 di Maleh. Ancora prima della Coppa Italia alla Fiorentina interessava cancellare la disfatta di Torino, catalogandola negli incidenti di percorso che in una stagione possono capitare una volta, due sarebbero troppe. Il primo obiettivo dei viola, in vantaggio con uno splendido gol del solito Vlahovic, è stato centrato anche se nel finale del primo tempo, quando la difesa è andata clamorosamente in tilt, sono tornati i fantasmi di Torino, poi svaniti nella ripresa e nei supplementari.

LO SPAZIO - Perennemente in piena emergenza (9 assenti in questa partita), Spalletti aveva fatto solo due cambi rispetto alla vittoria sulla Samp, col debutto (con errore pesante) da titolare di Tuanzebe per Juan Jesus e con Politano al posto di Insigne. Dall’altra parte Italiano aveva avuto più libertà di manovra, aveva cambiato mezza difesa  con Venuti e Nastasic, un pezzo di centrocampo (Duncan) e un altro in attacco (Saponara, il migliore dei viola finché è rimasto in campo). Proprio per dimostrare che la batosta di Torino era stato solo uno scivolone, la Fiorentina ha cominciato subito a giocare nella metà campo del Napoli, lasciando a contropiedisti come Politano, Elmas e Mertens lo spazio necessario per le ripartenze. Solo che il Napoli non riusciva a sfruttare le occasioni sbagliando quasi sempre la scelta finale.

ATTACCO VIOLA - La Fiorentina è questa, prendere o lasciare. Attacca e fa giocare gli avversari. Ci fosse stato quel lampo di Osimhen dall’altra parte, sarebbe stato tutto più difficile per i viola. Il robusto Petagna, invece, era più facilmente controllabile. La squadra di Italiano spingeva a sinistra appoggiandosi alla qualità di Saponara, agli inserimenti di Duncan e alle sovrapposizioni di Biraghi. Più in ombra il versante opposto dei viola. Che comunque erano più incisivi del Napoli, un sinistro micidiale di Vlahovic è stato deviato da Ospina in tuffo in angolo e poco dopo un colpo di testa di Milenkovic (su angolo di Biraghi) è finito sulla parte alta della traversa, a Ospina battuto.

IL COLPO DI VLAHOVIC - Meglio la Fiorentina del Napoli e questa superiorità tecnica si è concretizzata con la splendida rete di Vlahovic, la prima del 2022. Errore di Ghoulam (uscita fuori tempo), attacco e cross di Gonzalez da destra a sinistra, controllo di Saponara che ha dribblato Politano, palla a Vlahovic che ha incenerito Tuanzebe (troppo fermo), botta in diagonale di sinistro, Ospina infilato fra le gambe e viola meritatamente in vantaggio. Era il 41'.

LA DOPPIA FOLLIA DI DRAGOWSKI - Erano 100 giorni che non giocava, Dragowski si era fatto male proprio col Napoli il 3 ottobre scorso e Italiano aveva deciso che era finalmente tornato il momento del polacco. Decisione pessima visti i risultati. Dragowski ha combinato il primo guaio tre minuti dopo la rete di Vlahovic: con un rinvio corto dalla sua area ha consegnato la palla a Lobotka, dallo slovacco a Petagna, rimpallo con Milenkovic e splendido tiro a giro, sul secondo palo, di Mertens. Poco prima, il portiere viola aveva commesso un errore simile su rilancio. Lo sbaglio del polacco era evidentissimo, ma ne va sottolineato un altro: Dragowski ha sempre mostrato una notevole difficoltà tecnica a giocare con i piedi, perché insistere con la partenza da dietro? Altri tre minuti e il portiere ha sbagliato ancora più clamorosamente, uscendo cinque metri fuori area su Elmas scattato su un lancio lungo di Mertens ma marcato da Milenkovic e da Venuti che di testa ha girato la palla verso la sua porta, però col portiere incredibilmente fuori. Per non prendere gol, il polacco ha steso Elmas. Rosso inevitabile e dentro Terracciano al posto di Duncan, sostituito perché già ammonito (un giallo stupido per un fallo su Politano vicino all’area napoletana: ha rischiato anche il rosso come giustamente chiedeva Spalletti).

IL COLPO DI BIRAGHI - Nell’intervallo Italiano ha tolto il migliore dei suoi, Saponara, per far entrare Maleh e schierare la squadra col 4-3-2, con Gonzalez in appoggio a Vlahovic. La Fiorentina ha rischiato di prendere gol da Demme, ma la respinta di Terracciano è stata decisiva. Il Napoli non spingeva col ritmo e la velocità necessarie per creare problemi seri a una squadra che restava solida e sicura come la Fiorentina nonostante l’uomo in meno. Una squadra che non rinunciava ad attaccare come ha fatto con Gonzalez steso da Rrahmani al limite dell’area. La punizione di Biraghi è stata respinta dalla barriera, ma la palla è tornata sui piedi del capitano viola, controllo di destro, tiro a giro di sinistro, palla sul palo interno e poi in rete.

IL DEBUTTO DI PIATEK - Spalletti non ha perso altro tempo e ha messo dentro Lozano e Fabian Ruiz, ma è stata la Fiorentina ad avvicinarsi ancora al gol con una mezza rovesciata di Gonzalez dopo un cross di Biraghi, nell’occasione marcato con troppa leggerezza da Tuanzebe, il cui debutto da titolare ha lasciato piuttosto perplessi. A 20' dalla fine è arrivato l'esordio di Piatek al posto di quel leone di Vlahovic. Il Napoli ha occupato la metà campo dei viola che ora pensavano solo a difendersi.

ROSSO LOZANO - Il 2-2 non è arrivato perché il palo ha salvato Terracciano su un sinistro micidiale di Lozano, che poco dopo l’ha combinata grossa: bruttissima l’entrata sul malleolo di Gonzalez, dal campo Ayroldi l’ha giudicata solo da giallo ma poi, chiamato al Var da Dionisi, l’ha trasformata in rosso. Giusto. Mancavano 12 minuti (recupero compreso) alla fine, la Fiorentina poteva respirare. Da notare l’incidenza di Gonzalez nel secondo tempo: ha provocato l’espulsione di Lozano e portato all’ammonizione Tuanzebe e Rrahmani in occasione della punizione che, in due tempi, Biraghi ha trasformato in gol.

ROSSO FABIAN RUIZ E...2-2 - Petagna si è avvicinato al pareggio in pieno recupero, era un preannuncio di quanto sarebbe successo poco dopo e in modo del tutto inatteso perché il Napoli, da una situazione di vantaggio numerico, era andato in svantaggio col secondo giallo di Fabian Ruiz sempre per un fallo su Torreira in ripartenza. Lozano e Fabian Ruiz, entrati nel secondo tempo, tutt’e due espulsi: da giocatori di quella esperienza non puoi aspettarti errori del genere. Nell’azione del secondo giallo per lo spagnolo, Ayroldi ha commesso un errore fermando Ikoné, appena entrato, lanciato a rete accanto a Piatek: doveva comportarsi in quel modo se fosse stata espulsione diretta, ma nel caso di un secondo giallo doveva aspettare la fine dell’azione e poi ammonire. E’ successo però che in 10 contro 9, la Fiorentina ha preso un gol folle, un cross di Malcuit è stato ciccato da Nastasic e dai suoi compagni, è finito sui piedi di Petagna che ha fatto il 2-2.
IL GOL DI UN TOSCANO - Mezz’ora di praterie libere che Spalletti ha cercato di riempire con un difensore in più, Juan Jesus, al posto di Petagna. Come aveva fatto il Napoli nei secondi 45', adesso era la Fiorentina a invadere la metà campo napoletana ma palleggiando con più insistenza e pericolosità davanti all’area di Meret, autore di una parata strepitosa su tiro scoccato nell’area piccola da Maleh. Con pazienza, cercando di aggirare la difesa napoletana, la Fiorentina ha messo sotto assedio l’area degli avversari fino a raggiungere un altro gol meritato. Cross da sinistra di Maleh e tocco al volo sul palo lontano di Lorenzo Venuti, toscano di Montevarchi. La qualificazione dei viola è anche sua. Il Napoli è crollato miseramente, non è rimasta più forza né orgoglio. Venuti non si è accontentato della firma nel tabellino dei marcatori, ha voluto metterla anche in quella degli assist con un attacco a destra concluso con un cross che Piatek ha solo spinto in rete. Non era ancora finita perché il timbro finale ce l’ha messo Maleh su assist di Ikoné. 5-2, trionfo viola, batosta napoletana.

IL TABELLINO

Napoli-Fiorentina 2-5

Marcatori: 41' p.t. Vlahovic (F), 44' p.t. Mertens (N), 12' s.t. Biraghi (F), 50' s.t. Petagna (N), 16' p.t.s Venuti (F), 3' s.t.s. Piatek (F), 14' s.t. Maleh (F).

Assist: 41' p.t. Saponara (F), 44' p.t. Petagna (N), 50' s.t. Malcuit (N), 16' p.t.s. Maleh (F), 3' s.t.s. Venuti (F), 14' s.t. Ikoné (F).

Napoli (4-2-3-1): Ospina (1' s.t. Meret); Di Lorenzo, Tuanzebe, Rrahmani, Ghoulam (38' s.t. Malcuit); Demme (19' s.t. Fabián Ruiz), Lobotka (46' s.t. Cioffi); Politano (19' s.t. Lozano), Mertens, Elmas; Petagna (4' p.t.s. Juan Jesus). All. Spalletti.

Fiorentina (4-3-3): Dragowski; Venuti, Milenkovic, Nastasic (1' p.t.s. Igor), Biraghi; Castrovilli (45' s.t. Bonaventura), Torreira, Duncan (48' p.t. Terracciano); Nico Gonzalez (45' s.t. Ikoné), Vlahovic (28' s.t. Piatek), Saponara (1' s.t. Maleh). All. Italiano.

Arbitro: Ayroldi di Molfetta.

Ammoniti: 23' p.t. Duncan (F), 11' s.t. Rrahmani (N), 14' s.t. Castrovilli (F), 32' s.t. Fabián Ruiz (N), 40' s.t. Tuanzebe (N), 49' s.t. Fabián Ruiz (N).

Espulsi: 47' p.t. Dragowski (F), 39' s.t. Lozano (N), 49' s.t. Fabián Ruiz (N).