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Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, è intervenuto in conferenza stampa dopo mesi di silenzio. Queste le sue parole:



EUROPEI - "Dobbiamo fare una corsa per creare degli assist per degli istituzionalisti, ovvero che non investono nel mondo del calcio e sono lì grazie a noi. Anziché tutelarci creano dei problemi non da poco. Il Premier inglese ha 'castigato' i protagonisti inglesi della Superlega gli si accorda, Covid o non Covid, la possibilità di fare la finale a Londra. Si parla di 75 mila partecipanti, forse riducibili a 25 mila".

CAMPIONATI - "Caro Draghi, perché ti disinteressi completamente al mondo del calcio? Perché tu che hai una grande credibilità in Europa non convinci i tuoi colleghi di resettare tutti all'unisono le partenze dei rispettivi campionati, posticipandone l'inizio ad una data che sia foriera di serenità sul piano vaccinale? Perché in Europa non è nata un'obbligatorietà ai vaccini e sento gente in giro che non vuole vaccinarsi? Forse non hai considerato che qui in Italia il calcio ha una valenza economica importante, però guarda caso per colpa del Covid è sotto di un miliardo e mezzo. Pesa, ma non mi sembra che il Governo italiano si sia messo una mano sulla coscienza decidendo di togliere la burocrazia e aprendo una porta all'innovazione cercando di sanare i bilanci tutti in rosso. Bisogna trovare una soluzione perché il calcio è una panacea a tutti i soprusi".

LA STAGIONE - "​È stato un anno e mezzo improprio. Con il Covid e senza la presenza sugli spalti dei tifosi le partite sembra si siano giocate in un acquario. Io non credo che con il tifo dello stadio la voce dell'allenatore arriva se non a gesti ai giocatori. Appena c'è un fallo l'allenatore di solito chiamava a sé i calciatori per comunicargli qualcosa, ora ha la possibilità".

NAPOLI-VERONA - "​C'è stata gran delusione, sono andato negli spogliatoi nell'intervallo. Mi ha fatto piacere vedere il gol che mi aveva quasi rilassato. Non voglio fare dietrologie. Sono tutti ragazzi giovani, potrebbero essere miei nipoti. In una cena gaudente a Dimaro o a Castel di Sangro ne parlerò con loro e cercherò di avere delle risposte su quanto accaduto ma non arriveranno mai".

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SUPERLEGA - "Dovrebbe prevalere il buonsenso e la cosa più auspicabile è che tutti gli attori del sistema si possano sedere intorno a un tavolo. Però è chiaro che se faccio giocare la Juventus con il Crotone è difficile che quest'ultima possa vincere. Voi mi direte che c'è una democraticità che va rispettata perché lo sport è anche questo. È vero però rispondo che è altrettanto vero che Veltroni nel '96 disse che le società di calcio non sono dei club ma delle società per azioni con bilanci a posto e finalità lucrative. Se si crea un torneo scompensato per capacità economiche e quindi poco omogeneo non si rispetta il concetto veltroniano". ​

MONDIALE 2022 - "Quella è un'altra super cazzata del secolo, però parliamo della FIFA e quindi sempre di istituzioni. Infantino è intelligente e preparato, però ciò che era valido pre Covid non può più esserlo post Covid. Ho sempre detto ai nostri colleghi 'Perché dargli i nostri giocatori? Ce li pagano se si fanno male? Rimborsano la cifra che ho investito in questo caso? Io spendo 200 milioni sul mercato e mi portano via i giocatori. Quest'anno addirittura volevano le Olimpiadi. Però si parla di De Laurentiis che ha negato a Fabián Ruiz di andare a Tokyo. Ma stiamo scherzando? Allora visto che ci sono le Olimpiadi iniziamo i campionati a dicembre, per dire. Riduciamo i campionati a 16 squadre visti tutti questi problemi".

SPALLETTI - "Spalletti quando era alla Roma mi venne a trovare e mi disse che non poteva ancora muoversi perché sotto contratto, così noi andammo su un altro allenatore. Lo trovo giusto oggi per il Napoli perché sa allenare molto bene le squadre. Quando abbiamo giocato contro di lui non è mai stato semplice. Sa gestire situazioni difficili, come all'Inter e alla Roma, sopperendo anche a mancanze della società".

INSIGNE - "Con Insigne non ci siamo proprio visti perché c'era la necessità di finire il campionato e poi ora gli Europei. Non volevamo scasinare la situazione e poi dopo gli Europei ci si incontrerà, si parlerà e sarà quel che sarà".

FUORI DALLA CHAMPIONS - "Il problema non è questo, ma è che il Napoli da 30 milioni di euro di stipendi oggi è arrivato a 156 milioni. Quindi bisogna sanare cifre che oggi non fattura. Il Napoli poi deve, in un mercato dove sono tutti afflitti dall'aver perso molti soldi, Non c'è un ridimensionamento ma una presa di coscienza che dal punto di vista bilancistico il budget va rivisto, altrimenti il Napoli fallisce. Se il Napoli vuole tornare sul binario giusto vanno tagliate le spese eccessive. È come se facessi un film in Italia con un budget americano, sarebbe fallimentare perché gli incassi non sono come quelli americani. 

RIMPIANTI - "Forse non basterà vendere un giocatore, ma si dovranno vendere quei giocatori che hanno aumentato la loro parte salariale. Il Covid ci ha giocato un brutto scherzo, ovvero avere fiducia nelle autorità e ne abbiamo pagato le conseguenze. Prima di Draghi, anche in Europa, tutti sono andati a casaccio e tutti pensavamo potesse finire prima di quanto poi invece non è ancora finita. Allora presi dall'entusiasmo (e io sono un entusiasta nella vita lavorativa e privata, sono sempre su di giri) si commettono errori. Quindi io un paio di giocatori non avrei dovuto comprarli. Il campionato non significa nulla, è tutto falsato, congeliamo tutto. Invece da ultraottimista quale sono ho investito troppi soldi e mentre li investivo dall'altra parte mi telefonavano e mi dicevano 'hai un contratto di cinque anni ma non lo possiamo rispettare'. Tu in quel momento fai un gran respiro, non ti incazzi, soffri e vai avanti. Però commettendo un errore di valutazione. Il mio errore è che gli altri la pensano sempre come me, invece io devo partire dal concetto che nessuno la pensa come me".
VERONA-NAPOLI - "Viste alcune partite in cui il mister non si sentiva nella forma perfetta e visto che tutti gli interlocutori televisivi erano ex calciatori che conosceva ho evitato che si potesse speculare, il che ricadeva sui tifosi, sulla società e i calciatori. Così ho deciso il silenzio stampa e convocai una riunione al Britannique (hotel di Napoli) dove c'erano Lombardo, il dottor Canonico, l'ad Chiavelli e tutta la squadra alla quale dissi che gli stavo pagando con una settimana di anticipo il mese di gennaio però sappiate che l'allenatore resta. Chiamai Spalletti chiedendo la sua disponibilità e lui mi disse di sì. Con Benitez mi sento ogni 4-5 mesi, è rimasta una sintonia".

BENITEZ - "Era molto inglese sul piano dell'organizzazione. La prima volta che parlammo di giocatori mi fece una lista e gli dissi che ci volevano 300 milioni. Poi me ne ha fatta un'altra e gli dissi che anche quella era troppo costosa. Lui senza mandarmi a quel Paese si presentò con una terza lista e alcuni di quei giocatori sono ancora con noi. Con Benitez avevo un contratto di un anno più opzione. Lui aveva un problema con moglie e bambine e quando esercitai l'opzione mi disse che non poteva perché doveva rientrare in Inghilterra. Gli risposi che i contratti si rispettano ed è rimasto professionalmente".

GATTUSO - "Sento giornalisti dire che non si fa così. A parte che ognuno misura la propria educazione attraverso l'esperienza, il modo di concepire la vita. Sarei dovuto essere molto inquieto e arrabbiato, però il fatto che volevo smettere con Gattuso risale all'agosto dell'anno precedente solo che era tardi, l'avevo preso per tamponare. Anche se avesse vinto a Napoli la sua mission si sarebbe conclusa. Mendes è un amico, con lui ho parlato anche del rinnovo del contratto e non ci siamo trovati perché nel momento in cui le due righe scritte vanno a finire in mano agli estensori legali diventano troppe e quindi soprassediamo. Tant'è che poi Gattuso non si è sentito bene e io per tutelarmi ho sentito Spalletti ma poi è diventato capace di allenare però questa sperequazione che non ha creato una continuità effettiva è stata la conferma che io dovevo interrompere quel tipo di collaborazione, anche se fossimo arrivati in Champions".

INSIGNE CONTRO MERTENS - "Ovviamente tiferò Insigne, da italiano non posso tifare Belgio".

CALCIOMERCATO - "Se facessi io l'allenatore direi chi mandare a casa e chi no. Io vedrò Spalletti venerdì alle ore 12:30 a Castel Volturno".

CESSIONI - "Quest'anno non credo ci saranno proposte indecenti, magari ce ne fossero. Nessuno è incedibile per delle proposte inappropriate".

CALCIO E MAFIA - "Viene fuori che il calcio è tutto corrotto. Siamo abituati a pensare a Calciopoli ma fa ridere rispetto a quello che c'è scritto nel testo di Raffaele Cantone perché si parla di un nomignolo sostitutivo, un certo Dan che è operativo da Singapore, dove la 'ndrangheta calabrese di quarta generazione, insieme ai messicani, gestiscono il calcio scommesse. Girano 500 miliardi neri all'anno e si possono far eleggere anche presidenti di Stato importanti, figuriamoci cosa può accadere nel mondo del calcio".

LE SOSTITUZIONI - "Mi ha fatto incazzare che i cinque cambi vengono fatti negli ultimi 10 minuti. C'è questo vantaggio, ma sembra non essere cambiato nulla. In tutte le partite nessuno fa i cambi come dovrebbe. Lo capisco quando ci sono i supplementari, ma non in una partita normale. Ci siamo spaccati in quattro inutilmente. All'inizio c'era anche l'interruzione ogni 10 minuti, tutti attorno all'allenatore per dissetarsi, ma perché non continuare?".

OBIETTIVO - "Dal punto di vista sportivo ho bisogno di far quadrare i conti e tornare in Champions".

SILENZIO STAMPA - "Con i tifosi mi posso scusare solo io e qualunque scusa fatta da qualunque giocatore potrebbe sembrare una cosa voluta. Io dialogo con i social con i miei tifosi, ci sono quelli che mi amano e quelli che mi odiano. Il tifoso ha sempre ragione, però non ha interesse alla salvaguardia degli interessi economici, vuole solo vincere e non ha le logiche societarie. Non tutti sono uguali e c'è anche chi a freddo ragiona e c'è un limite a tutto. Poi il silenzio stampa è stato una panacea perché l'intervistatore televisivo è un ex calciatore. Nei confronti di un allenatore che è stato calciatore c'è un ping pong che può far cadere in qualche trappolone anche lo stesso tecnico perché involontariamente l'ex giocatore ha tutto l'interesse di fare lo scoop, deve cercare di dare qualcosa di 'friccicante'. In un momento particolare, di sofferenza, dove uno può anche cadere nei trappoloni, per evitare di rovinare il rapporto tra società e allenatore uno mette il silenzio stampa. Io l'ho messo dopo aver sentito cose inappropriate. L'ultima partita non l'ho tolto perché era inutile, avreste massacrato Gattuso. Quindi uno cerca di essere coerente. Gattuso ha fatto quello che poteva fare e ho visto gli allenamenti, dove era altamente concentrato, entrava la mattina e usciva la sera".

SETTORE GIOVANILE - "Nella vita ci sono delle priorità e post Covid sono altre. Sul territorio campano ci sono infiltrazioni che non lasciano serenità ai genitori e danno spazio alle sirene che vengono dal nord. Noi avevamo il vivaio a Castel Volturno poi decidemmo che non era bello far vedere ai ragazzi il calciatore che arrivava con Ferrari e Porsche e abbiamo spostato la situazione altrove. Ci sono sempre delle priorità e quando andai a comprare il Napoli non c'era nessun calciatore, uffici, centro sportivo, nulla. Siamo partiti da zero però dal primo anno di Serie A abbiamo giocato l'Intertoto ad Atene contro il Panionios. Questo salire con grande spinta vi ha illuso che poi avessimo il fiato per fare anche il vivaio e tutto il resto. Però non tutti i genitori vogliono immaginare per i propri figli la permanenza in Campania. Ieri ho chiamato Fienga perché sapevo che la Roma stava provando a fregarci un quattordicenne. Dobbiamo farci la guerra? Questo è per dire che il genitore va via dal territorio con problemi. Voi preferireste investire avendo un vivaio incredibile e arrivare al dodicesimo-tredicesimo posto?".

ABBONAMENTI - "Se fossimo una Lega seria non dovremmo ripartire con il 25% dei tifosi negli stadi. All'inizio mi sono riferito a Draghi perché dovrebbe dire che può entrare allo stadio chi ha le due dosi di vaccino. Quella sarebbe una grande spinta, efficacissima, perché la maggior parte degli italiani corra a vaccinarsi. Se sono vaccinati poi non voglio che mi rompano le scatole sul 25%. Costa dice che questa sarà la capienza? Ci desse gli incassi persi".

CLASSE ARBITRALE - "Sono due anni che ho chiesto il coaching review solo che anche la classe arbitrale è un centro di potere. Questi ultimi esistono perché ognuno deve esercitare il proprio potere con forza. Sei nemico? Ti favorisco. Sei nemico? Ti sfavorisco. Adesso in Europa quando giocano stanno molto più attenti al VAR di quanto non lo siano al campionato e ci fate caso quante cavolate fanno gli arbitri che non vedono e che il VAR sta dimostrando? Prima quasi si vergognavano di chiamare il VAR, ora il campionato europeo sta dimostrando che i guardalinee non vedono certe cose".