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Nella conferenza di ieri del Napoli era il giorno dell’addio di Benitez all’azzurro. Forse non erano previsti altri annunci, ma un po’ a sorpresa il presidente De Laurentiis ha confermato anche il divorzio con Bigon. Rispondendo a una domanda di un giornalista presente in sala, il patron non ha esitato un attimo: “Dopo sei anni a Napoli vuole respirare un pò d’aria del nord. Non potevo dirgli di restare assolutamente, l’ho ringraziato per quanto fatto e gli ho augurato un futuro radioso”. Parole che hanno dato la sensazione di averlo un po’ “liquidato”. Bigon, che era presente in sala stampa come in ogni occasione, non ha fatto una piega, ascoltando in silenzio. Non un sorriso, ma il giovane dirigente è un tipo schivo. È rimasto sei anni a Napoli e ora dirà addio. Arrivò assieme a Mazzarri, nell’ormai lontanot 2009. A breve il suo divorzio dal Napoli sarà ufficiale: lo aspetta il Verona.

Anche questa notizia che De Laurentiis ha di fatto confermato parlando di “nord” sulla nuova destinazione del dirigente. E chi verrà a Napoli? De Laurentiis ha risposto così: “Bisognerà vedere se un basterà solo un ds per gestire quello di cui abbiamo bisogno. Il ds e lo scout sono qualifiche che hanno fatto il loro tempo...”. Un concetto generico che però fa capire come il presidente non voglia una figura accentratrice. È tentato da un riassetto interno, con Maurizio Micheli (oggi capo scouting e braccio destro di Bigon) come direttore sportivo, Gianluca Grava (oggi responsabile del settore giovanile) al suo fianco che faccia da collante con la squadra. E poi ci sarebbe anche Mantovani, che sarebbe promosso al posto di Grava.
La seconda ipotesi, invece, prevede l’arrivo di un nuovo dirigente al posto di Bigon, che dovrebbe comunque lavorare coadiuvato da Grava. Chi? Sean Sogliano, che ieri ha lasciato il Verona e farà spazio a Bigon, sembra il nome più in voga. Profilo giovane che piace al presidente. Ma ad oggi non ci sono segnali forti. Possibile che De Laurentiis rifletta prima sull’allenatore e poi spingerà per chiudere col nuovo direttore sportivo, questo a meno che esso non sia già “in casa”, e Micheli infatti aspetta una chiamata. Ma il presidente prima vuole valutare con attenzione, poi deciderà.